PRESIDIO USB PI ALL'ARAN PER IL RINNOVO CONTRATTUALE

Roma -

Delegate e delegati di USB  Pubblico Impiego questa mattina hanno presidiato la sede Aran per richiedere con forza che si riapra una stagione contrattuale che prima di tutto adegui gli stipendi dei dipendenti pubblici ormai martoriati dalla svalutazione, da tagli e blocchi che proseguono da anni.

Alcuni rappresentanti di USB si sono introdotti all’interno della sede ed hanno calato un vistoso striscione in cui si ribadisce la necessità di un rinnovo contrattuale immediato.

 

Il presidio è per rilanciare la piattaforma contrattuale elaborata da USB con la quale si chiede un aumento mensile uguale per tutti di 300 euro, un’una tantum di 5.000 euro, a parziale recupero di quanto perso col blocco dei contratti; l’introduzione della quattordicesima mensilità, la riduzione dell’orario di lavoro a 32 ore, la stabilizzazione dei precari, la costituzione di un’unica area professionale per superare l’attuale frammentazione.

L’USB pubblico impiego ritiene inaccettabile il perdurare del blocco della contrattazione, che potrebbe proseguire addirittura fino al 2017 dal momento che per il triennio 2015-2017 è previsto il solo stanziamento della vacanza contrattuale. Già oggi, in media, ogni lavoratore ha perso complessivamente circa 9.000 euro per il mancato rinnovo del contratto. L’USB è inoltre indisponibile ad un rinnovo contrattuale che non preveda la parte economica, come proposto dal Ministro Gianpiero D’Alia.

 

 

 
Anche questo governo continua a considerare la pubblica amministrazione soltanto come un costo. Come conseguenza di questa politica, si cancellano servizi o si esternalizzano attività in tutti i settori pubblici, sottraendo ai cittadini ampi pezzi di welfare e colpendo i dipendenti pubblici attraverso il blocco delle retribuzioni ed il peggioramento delle condizioni di lavoro.

Per rovesciare queste politiche e riconquistare il welfare, occorre partecipare con forza e convinzione allo sciopero generale proclamato dalla USB e da altri sindacati di base per il 18 ottobre e scendere in piazza a Roma.

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