Progressioni sì, ma per tutti!

Il 27/5/2008 si è tenuto il secondo incontro per il CCNI dei Monopoli. L’amministrazione ha confermato la disponibilità nel Fondo - dedotti i 600.000 euro già rateizzati – dei 2 milioni necessari per finanziare la progressione economica all’interno delle Aree. Non si è detta però disponibile ad attuare lo svuotamento della prima Area (cioè delle ex III q.f. e III super) pur se previsto dagli ultimi due CCNL e mai attuato, in quanto l’afflusso di lavoratori da altre amministrazioni in forza di disposizioni legislative ha riempito le carenze di organico nella II Area, comportando anzi situazioni di eccedenza che solo i pensionamenti hanno provveduto ad eliminare. Ad oggi vi sono solo 4 posti liberi nella II Area sui 64 necessari. In assenza di questa disponibilità, per i lavoratori della I area potrà attribuirsi solo una progressione economica, e nemmeno per tutti, perché quelli della I Area F2 (III super) non hanno nessuna posizione economica ulteriore da occupare.

 

CGIL, CISL e UIL sembrano orientate a non forzare su questo punto, asseritamente per non rischiare il rigetto del’ipotesi di CCNI da parte della Funzione Pubblica. Propongono che i posti disponibili nella II Area siano messi a concorso tra i lavoratori della I Area, reintroducendo assurdamente meccanismi di valutazione per lavoratori con decenni di anzianità di servizio, e per di più per posizioni per le quali non sono previsti nemmeno per l’accesso dall’esterno, giacché per un IIF1 (ex IV q.f., ex B1) ora si attinge semplicemente dalle liste del collocamento… Bontà loro, la graduatoria rimarrebbe aperta per consentire ulteriori passaggi, quando si liberassero ulteriori posti (ehm… lavoratori della II Area, fate pure gli scongiuri di rito…), ma se i numeri sono 4 subito e  60 in attesa non è una soluzione proponibile.

 

A parte il facile giudizio negativo sul caso particolare, noi ritieniamo più in generale che non si possa ogni volta chiedere ai lavoratori (e, nella specie, a quelli con gli stipendi più bassi in assoluto) di portare pazienza e stringere ancora la cinghia perché “il legislatore che ha disposto l’afflusso di personale di altri comparti si è dimenticato di aumentare le dotazioni organiche dei Monopoli”. Accettare questo significa accettare che i diritti dei lavoratori (anche quelli minimi, come queste progressioni che, ricordiamo, saranno finanziate dai soldi del Fondo, cioè degli stessi lavoratori) siano ancora compressi e subordinati alla volontà politica, in barba ai proclami sulla piena contrattualizzazione del rapporto di lavoro anche nel pubblico impiego.

 

Noi potremmo quindi limitarci ad annunciare che, a meno di imprevisti cambiamenti di scenario, non sottoscriveremo un accordo che, oltre al danno della mancata progressione aggiunga, per i lavoratori I Area F2, la beffa della mancata percezione del premio, in quanto assorbito dagli aumenti di chi guadagna già ampiamente di più. Come minimo costoro andrebbero in parte compensati con l’erogazione di un premio corrispondente (anche se percepito come tale, e non “stabilizzato”).

 

Ma non basta. Noi riteniamo che il CCNL vada onorato da entrambe le parti che l’hanno sottoscritto e, ferma restando la dotazione organica complessiva, si possa operare una redistribuzione per far fronte a una situazione anomala frutto di un intervento legislativo irragionevole. Per noi quindi il problema principale è la mancanza di volontà e di coraggio.

 

Se però il problema fosse veramente la mancanza di posti in II Area, allora nulla ci impedisce di crearla disponendo una procedura per un idoneo numero di passaggi dalla II alla III Area, riservati agli interni, come contropartita per gli arrivi da altre amministrazioni, per noi equiparati ad assunzioni.

Attiviamoci anche, fin d’ora, per rideterminare le dotazioni organiche spostando il baricentro della distribuzione dalla II alla III Area, in modo da adeguare una situazione oggi anacronistica a quella delle altre Agenzie e alla richiesta di maggiore professionalità che viene dall’Amministrazione. 

 

Chi ci sta metta il dito qui sotto. Chi non ci sta ci si nasconda dietro, se può.

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