Puglia - Dogane Monopoli, a Bari sottoscritta mozione e un NO netto alla valutazione

Bari -

 Il 04 febbraio 2020, si ė tenuta un’assemblea sindacale aperta a tutto il personale dell’Ufficio delle dogane di Bari e relative SOT e al personale della Direzione Interregionale di Bari per discutere dello STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE DELL’AGENZIA DELLE DOGANE INDETTO DA USB. 


Tutti i presenti hanno condiviso e votato la mozione assembleare da inviare al ministro dell’Economia e delle Finanze e ai Direttori delle Agenzie fiscali. In particolare, i lavoratori chiedono che vengano recuperati i 70 milioni (15 milioni per le dogane) di tagli al salario accessorio che spettano ai lavoratori a seguito del raggiungimento degli obiettivi. Considerati i continui tagli al salario accessorio, ne chiedono la stabilizzazione per l’istituzione della 14esima mensilità, per garantire un futuro certo alle progressioni economiche, per aumentare l’indennità di amministrazione e che neanche un euro del fondo dei lavoratori venga utilizzato per pagare incarichi di responsabilità, da remunerare invece con il bilancio dell’amministrazione, in modo da evitare che alla maggioranza dei lavoratori rimangano solo briciole.  


Si ė poi discusso delle valutazioni del personale che hanno inasprito il clima lavorativo, mortificando ingiustamente i lavoratori che in questi anni hanno sempre raggiunto gli obiettivi, sopportando carichi di lavoro ormai insostenibili per le note e riconosciute carenze di personale. Abbiamo fatto presente ai lavoratori che il pessimo CCNL prevede all’art. 78 che dal 2018 solo ad una limitata quota di personale valutato positivamente sarà attribuita una maggiorazione non inferiore al 30% del valore medio pro-capite dei premi attribuiti al personale. Abbiamo immaginato la corsa di coloro che vorranno a tutti costi rientrare in quella “limitata quota di eletti” e disposti a tutto pur di rientrare nelle grazie dei dirigenti, dimenticando che il ruolo del dipendente delle Agenzie fiscali è di essere “servitore dello Stato” e non “servo” dei dirigenti. Per questi motivi l’assemblea ha respinto qualsiasi tipo di valutazione o pagellina. 


Considerata la storica carenza di risorse umane, i lavoratori chiedono un consistente piano massiccio di assunzioni e nel frattempo la riduzione dei carichi di lavoro proporzionale alla diminuzione del personale. 


È stata condivisa la rivendicazione di USB di adeguati strumenti di tutela a fronte dei rischi professionali, che potrebbero aumentare proprio a causa della sproporzione tra carichi di lavoro e unità in organico presso i vari reparti e al conseguente stress lavoro correlato cui sono sottoposti i lavoratori.


Si è poi passati ad affrontare problematiche dei vari settori.
A decorrere dal mese di gennaio il Direttore dell’Ufficio delle dogane di Bari ha rivisto le modalità di assegnazione dello straordinario e di questa intenzione ci aveva informati nel corso di una riunione. Tuttavia, all’atto pratico, non si sono capiti né i criteri né le modalità di assegnazione. Sembra che ad alcuni lavoratori sia stato ridotto lo straordinario pur sapendo che sarebbe stato insufficiente per l’attività svolta e il carico di lavoro, mentre è stato assegnato lo straordinario a lavoratori che solitamente non lo effettuano. 


Riteniamo, pertanto, necessario conoscere i criteri adottati nell’assegnazione delle ore di straordinario, affinché non si verifichi l’assurdo che debba essere il lavoratore ad andare a bussare alla porta del dirigente per segnalare la necessità di ore extra-ordinarie per concludere il proprio lavoro, mentre di norma deve essere il dirigente a richiedere ai funzionari il sacrificio di trattenersi oltre l’orario ordinario, per esigenze di servizio.


Un’altra seria problematica, già oggetto di incontro con il Direttore, è stato l’orario di lavoro per il personale assegnato ai reparti controlli in linea, acquisizioni e appuramenti, attività di cassa centrale e di sezione. Al fine di coprire l’orario di servizio dalle 8.00 alle 19.00 e garantire la presenza fino alle 19.00, il Direttore ha fantasiosamente applicato una flessibilità in entrata che varia in base ai profili orari: per il profilo orario di 7.12 è previsto l’ingresso alle ore 11.18; per il profilo orario di settimana corta con due rientri pomeridiani è previsto l’ingresso alle ore 9.30 nei giorni di rientro e alle ore 12.30 negli altri giorni; per il profilo orario di settimana lunga è previsto l’ingresso alle 12,30. 


Tutto questo senza alcun riconoscimento dell’indennità di turno, che da anni veniva corrisposta e che senza ombra di dubbio spetta per come è stato organizzato il servizio. 


È inconcepibile, infatti, definire “flessibile” l’orario di lavoro imposto dal Direttore dell’ufficio delle dogane di Bari che di fatto “ingabbia” i lavoratori impedendo loro di organizzare la propria vita personale e i propri impegni, visto che non è previsto un orario prestabilito e gli orari di ingresso e di uscita variano esclusivamente in base alle esigenze dell’Amministrazione con una disposizione di servizio bisettimanale, che prevede di garantire a turno la presenza anche nella giornata del sabato.


Di tutt’altro tenore è invece l’orario di lavoro flessibile previsto dal CCNL- Comparto Funzioni Centrali 2016-2018 che stabilisce che “l’orario flessibile giornaliero consiste nell’individuazione di fasce temporali di flessibilità in entrata e in uscita”, al fine di conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare. Compatibilmente con le esigenze di servizio, il dipendente può avvalersi di entrambe le facoltà nell’ambito della medesima giornata”. Pertanto, come USB ci siamo impegnati a pretendere il ripristino dell’indennità di turno e a coinvolgere, se necessario, tutti gli organi preposti a tutelare il rispetto delle leggi.

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