Relazione del delegato RdB all'assemblea del personale della Circoscrizione doganale di Milano I, tenutasi in data 5 ottobre 2006.

Milano -

OGGETTO: rottura delle relazioni sindacali per difetto di informazione e consultazione sindacale.

Cari colleghi,

con la nota prot. n. 54864 del 11 settembre u.s. il Direttore della Circoscrizione doganale di Milano 1 comunicava alle organizzazioni sindacali ed alla RSU l’intenzione (definendola informativa) di discutere la riorganizzazione di alcuni uffici della Circoscrizione. Nella successiva riunione del 18 settembre 2006,  tale intenzione veniva ribadita alle OO. SS. ed RSU senza che venissero prodotti documenti, relazioni sulla necessità di modificare gli uffici da accorpare o scorporare, analisi sui carichi di lavoro, sulla produttività degli uffici, sui criteri generali di organizzazione del lavoro, sui programmi di formazione del personale.

In sostanza, alle organizzazioni sindacali ed alla  RSU, non veniva proposta l'applicazione nel caso concreto (organizzazione e disciplina dell'ufficio) dell'articolo 6, comma 2, del  CCNL, che prevede l'informazione preventiva quale elemento qualificante dell'intero sistema delle relazioni sindacali, l'obbligatoria consultazione dei Sindacati in tale materia e l'eventuale attivazione della concertazione, ma i Sindacati si sarebbero dovuti accontentare dell'intenzione....... del Direttore.

Il recepimento di questa proposta avrebbe comportato la sostanziale rinuncia all'attività sindacale e, quindi, è stata rigettata sia nella riunione del 18 settembre che in quella successiva del 2 ottobre u.s..

Ma perché è stata decisa la rottura delle relazioni sindacali?

Perché l'atteggiamento della controparte non solo è grave, ma anche reiterato nel tempo. Infatti, l'argomento dell’organizzazione e della distribuzione dei carichi di lavoro è già stato precedentemente esaminato e, grazie anche alla costruttiva collaborazione della RdB,  portato a conoscenza degli “Organi superiori” (Direzione regionale e Ufficio per le relazioni sindacali dell'Agenzia delle Dogane). In queste note sindacali (del 10 giugno 2005 e 29 settembre 2005) si evidenziava l'illegittimità degli atti prodotti unilateralmente, senza la preventiva adozione dei criteri previsti dall’art. 6, c. 2, del CCNL, illegittimità riconosciuta ultimamente anche in una sentenza del giudice del lavoro di Milano. Nella nota sindacale del 10 giugno 2005 si sottolineava che: "... siffatta procedura, oltre ad essere contraria alle norme contrattuali, sia anche gravemente pregiudizievole del rapporto di proficua collaborazione cui codesta Direzione ha dichiarato di voler aderire ". Nel caso specifico, si chiedeva la collaborazione sindacale dopo aver già attuato i provvedimenti di organizzazione interna, fonte di gravi disagi per i lavoratori implicati (una di queste vittime è stata costretta a percorrere a 66 anni quotidianamente più di 100 chilometri).

La questione veniva posta alla locale Direzione regionale, chiedendo una pronuncia (nota RdB del 29 settembre 2005) sui criteri di riorganizzazione attuati, senza alcun seguito.

Questi atteggiamenti sono di rilevante gravità in quanto tendono a ridurre il ruolo sindacale in posizione di subalterna passività e, considerando l'atteggiamento reiterato nel tempo del dirigente, non può condurre che alla rottura delle relazioni sindacali. Infatti, il Sindacato non può condividere i metodi sommari posti in opera nei casi concreti ed è favorevole all'applicazione della vigente normativa che nella materia prevede, per lo stesso, un ruolo di partecipazione attiva e consapevole. Sono da ritenere esclusi quindi, provvedimenti " ad personam " cioè di chiusura o d'apertura di nuovi uffici in relazioni ad esempio al solo fatto che il capo dell'ufficio vada in pensione, o è trasferito ad altra attività o, addirittura, perché sano stati attivati nuovi ambienti di lavoro.

Il Sindacato rivendica che la riorganizzazione debba fondarsi sull'attività svolta o da svolgersi, sui carichi di lavoro predeterminati, sulle competenze e professionalità. Non può assistere impassibile all'unificazione di nove servizi in un unico nuovo ufficio (attuato in un recente passato) ed attualmente, all’attribuzione di cinque incarichi di livello circoscrizionale ad un'unica persona.

Nel rivendicare questo ruolo di partecipazione attiva ed impersonale nella riorganizzazione degli uffici della Circoscrizione doganale di Milano I, il Sindacato auspica la ripresa delle relazioni sindacali, indipendentemente da chi rappresenta la controparte, ma solo quando quest'ultima rispetterà le norme contrattuali. Nel frattempo, a tutela dei propri iscritti e di tutti i lavoratori, chiede a questa assemblea di proclamare uno stato di agitazione del personale e le altre azioni che riterrà opportuno adottare.

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