RESPONSABILITÀ E RISCHI PROFESSIONALI DEI LAVORATORI: LE PRIME DIRETTIVE NELLA DIREZIONE SOLLECITATA DA USB!

Roma -

Ci abbiamo creduto ed i fatti ci stanno dando ampiamente ragione. Mentre le altre OO.SS. hanno sempre eluso il tema della responsabilità e dei rischi professionali dei lavoratori proponendo come “soluzione” la sottoscrizione di polizze assicurative (previa iscrizione al sindacato di turno naturalmente...), da tempo l'USB ha avviato negli uffici una riflessione su questo tema.

Nelle tante assemblee svolte abbiamo aperto una discussione a tutto campo sull'organizzazione del lavoro, sulle storture provocate dalla logica del raggiungimento degli obbiettivi a tutti i costi, sui carichi di lavoro in costante aumento a fronte della negazione di qualsiasi opportunità di avanzamento professionale e salariale, sul ruolo sempre più inquisitorio dell'Audit e sulla necessità di trovare delle forme che tutelassero i lavoratori ed inceppassero questo meccanismo infernale che scarica tutte le responsabilità sul personale.

Una discussione che, durante le assemblee, ha prodotto tantissime mozioni inviate alle varie Direzioni Regionali e che ponevano l'attenzione  essenzialmente su due punti:

1. l'individuazione del responsabile del procedimento non negli addetti che materialmente istruiscono la pratica, ma nei dirigenti o nei funzionari preposti ad unità organizzative (capi team, capi area ecc.);

2. la necessità che l'amministrazione e le organizzazioni sindacali si facessero carico della tutela del rischio professionale dei lavoratori, individuando soluzioni contrattuali per tutti e  non onerose per i lavoratori.

Due punti chiari ed importanti che abbiamo ribadito con forza anche nel nostro intervento durante l'incontro tenutosi recentemente con la Dott.ssa Orlandi.

Ebbene, questo pressing esercitato a vari livelli da USB insieme ai lavoratori, sta producendo dei risultati concreti e tangibili: già una nota della DR Sardegna del 30 maggio 2013 individuava i responsabili  del procedimento nelle figure ex art 18 del CCNI ed in mancanza di tali incaricati nei titolari di incarico ex art 17 o ancora, in mancanza di questi, nel dirigente della struttura.

Di recente una nota della DR Lazio del 28 ottobre 2014 nel ribadire la designazione del responsabile del procedimento nelle figure sopra indicate, invitando quindi le strutture a rivedere gli incarichi di responsabile del procedimento già conferiti, precisa che “ tali funzioni non possono che essere svolte da chi ricopre una posizione di responsabilità, anche se non propriamente di direzione”.

Ancora, si aggiunge nella nota della DR Lazio che “Per quanto riguarda gli avvisi di accertamento nel campo editabile dedicato al “Funzionario responsabile del procedimento di accertamento”, dovrà essere manualmente indicata una delle figure sopra richiamate”.

Una presa di posizione chiara, nella direzione da noi sollecitata: la strada è tracciata si tratta ora di creare le condizioni affinchè questo orientamento si estenda uniformemente in tutto il territorio.

Si invitano, pertanto, le strutture, i delegati ed i lavoratori a metter in campo tutte le iniziative sindacali necessarie.

Infine alcune considerazioni: le aperture che siamo riusciti a strappare sul tema della responsabilità costituiscono un passaggio molto importante che, lungi dal mortificare la professionalità dei lavoratori, garantisce tutti i lavoratori da eventuali ripercussioni di carattere giuridico  che possano provenire da terzi.

Un risultato non scontato e soprattutto la dimostrazione che laddove si registra su delle proposte chiare consenso, mobilitazione ed iniziativa sindacale i risultati si possono raggiungere.

Un messaggio esplicito a quelle OO.SS. che, invece, seminano rassegnazione e passività, ma anche un insegnamento per le tante battaglie che dovremo condurre nei prossimi mesi.

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