Riforma dei Monopoli: grazie... ma non basta.

Avevamo già avuto gli emendamenti, ma abbiamo ugualmente chiesto di essere ascoltati, e siamo stati ricevuti ieri dal vicepresidente della Commissione Finanze del Senato, sen. Salvatore Bonadonna, il quale ci ha confermato che sulla seconda versione dell’emendamento 40.6 si è raggiunta un’ampia convergenza nella coalizione di governo. Tale emendamento principalmente elimina dal testo del decreto legge n° 159 del 1/10/2007 l’ultima parte del comma 5 dell’art. 40 che prevede la possibilità di trasformare la nuova agenzia in ente pubblico economico.

 

La conferma l’avremo comunque in aula tra poco: il voto finale del Senato è in programma per il 25 ottobre. Non sembra invece possibile arrestare del tutto l’operazione di ristrutturazione mediante il ritiro dell’intero provvedimento: in pratica ormai il carro si è mosso, e sono molti quelli che vogliono salirci da vincitori.  

Per il seguito del provvedimento abbiamo già presentato richiesta di audizione alla Camera, e riproporremo le nostre richieste in quella sede.

 

Abbiamo esposto sinteticamente gli ulteriori problemi ancora aperti, sia riguardo al nuovo progetto di riforma - ove si vorrebbe precisare dettagliatamente come organizzare l’affare dei giochi ma non si parla affatto del personale e le OO.SS. dei lavoratori saranno solamente “sentite”, al pari delle lobbies dei tabaccai, dei concessionari, dei lottisti, ecc. - sia riguardo alla situazione “ordinaria” ove spiccano la carenza delle risorse necessarie alle progressioni economiche e all’equiparazione con le altre Agenzie Fiscali, e l’urgenza di poter integrare gli organici di molti Uffici Regionali mediante un provvedimento analogo a quello che autorizza le assunzioni presso le altre Agenzie Fiscali. Infatti sia nel decreto, che negli emendamenti proposti che nella relazione tecnica, viene ribadito che la riforma dei Monopoli deve avvenire a costo zero per l’erario, ma questo non è compatibile con la decisione già assunta - e condivisa anche dalla controparte - di far confluire i Monopoli nel nuovo comparto delle Agenzie Fiscali.

 

Su questi punti però pare che difficilmente si potrà intervenire con questa manovra finanziaria, e il sen. Bonadonna ha invitato a porre la questione al momento della discussione sulla convenzione e sul contratto integrativo.

 

Con l’occasione abbiamo rilanciato il “patto fiscale” nato all’assemblea nazionale degli esecutivi tenuta a Frascati. L’idea del tavolo al quale convocare tutti i soggetti chiamati a contribuire alla spesa pubblica - con il doppio intento di contribuire a recuperare fette di evasione/elusione e ridistribuire il prelievo fiscale che oggi grava soprattutto sui lavoratori dipendenti - ha sollevato interesse e sarà oggetto di successivi approfondimenti.

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