Roma, 10/12. Presidio alla sede centrale Agenzia Entrate. Basta chiacchiere, sul Fisco servono atti concreti! -foto-

Roma -

FISCO: USB PROTESTA ALLE ENTRATE.
BASTA MESSE IN SCENA, POTENZIARE IL FISCO A SERVIZIO DEL WELFARE

È in corso a Roma, fuori dalle sede centrale dell’Agenzia delle Entrate, la protesta dell’USB Pubblico Impiego in occasione del convegno “La legalità Fiscale italiana”, al quale sono invitati  il ministro Saccomanni, il vice ministro Casero, il direttore dell'Agenzia Befera, il presidente di Confindustria Squinzi ed i segretari generali di Cgil Cisl e Uil.

Con il rumoroso presidio i lavoratori vogliono riprendersi la parola sulle scelte in materia fiscale, tutte orientate alla logica dei tagli attraverso la chiusura degli uffici, la riduzione del personale ed improbabili riorganizzazioni delle Agenzie.

“Sta andando in onda un’ennesima finzione scenica, con gli attori che entrano dalla porta posteriore per evitare il confronto con le nostre istanze”, dichiara durante la protesta Ermanno Santoro, dell’USB P.I. Agenzie Fiscali. “Ciò che in realtà unisce tutti i soggetti qui riuniti è la loro complicità nell’opera di smantellamento dei servizi pubblici, inclusi quelli fiscali”.

Prosegue Santoro: “Lo strapagato commissario alla spending review Cottarelli, piazzato dall’'Europa a via XX Settembre, ordina al governo tagli e disinvestimenti in tutto il settore pubblico, mentre continua una politica fiscale che penalizza lavoratori dipendenti e pensionati”.

“Vogliamo ricordare al Ministro Saccomanni di  preoccuparsi molto di più di ben 50.000 lavoratori delle Agenzie fiscali ancora in attesa, a distanza di due anni, del loro salario accessorio, e gli chiediamo di utilizzare la leva fiscale per rafforzare i servizi pubblici e lo Stato sociale”, ammonisce il dirigente USB.

“La ‘legalità’ di cui oggi si discute al convegno – conclude Santoro – passa anche attraverso una macchina fiscale efficiente. Risorse stabili e certe garantirebbero, finalmente, percorsi di valorizzazione del personale, investimento sul comparto e quindi sulla lotta all'evasione. Questa, Sig. Ministro è la legalità fiscale della quale ci piacerebbe parlare. Il resto è solo retorica”.

 

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Le visite dell'autorità politica all'Agenzia delle Entrate sono diventate una consuetudine inaugurata dal governo Monti e consolidata dal duo Letta-Saccomanni con una passerella istituzionale duramente contestata dai lavoratori dell'USB a luglio scorso. A distanza di pochi mesi il copione si ripete con un convegno sul Fisco al quale interverranno il direttore dell'Agenzia, il Ministro Saccomanni, il vice ministro Casero e il Presidente di Confindustria Squinzi. Questa volta il palcoscenico si arricchisce di nuovi (si fa per dire) attori: i segretari generali di Cgil-Cisl-Uil Camusso, Bonanni e Angeletti!

Ciò che unisce tutti questi soggetti è la loro complicità nell’opera di smantellamento dei servizi pubblici. L'Europa ha piazzato al Ministero dell’Economia lo strapagato commissario alla spending review Cottarelli e ordina al governo tagli e disinvestimenti anche nel nostro comparto; i vertici dell'Agenzia eseguono gli ordini ricevuti dal governo; le OO.SS avallano le politiche del governo e quelle dell'Agenzia. Immaginiamo che anche in questa occasione saranno pronunciate belle parole sull'importanza della lotta all'evasione fiscale, mentre siamo in presenza di una politica fiscale che definire iniqua è un eufemismo. Ma d'altronde CGIL, CISL e UIL, se pur con diverse sfumature, hanno sempre sostenuto le politiche fiscali dei vari governi.

Possiamo  forse dimenticarci le parole di apprezzamento pronunciate da Bonanni e Angeletti nei confronti dello scudo fiscale del 2009? O possiamo tacere che il massimo della proposta in materia fiscale che viene oggi da queste OO.SS. è una riduzione delle tasse nei confronti dei lavoratori e delle imprese? I pochi spiccioli del cuneo fiscale riservato ai lavoratori mentre aumentano tutte le altre imposte, locali e nazionali, dimostrano quanto le loro proposte siano una colossale presa per i fondelli. L’USB, invece, sulla questione fiscale ha detto molto, anche con la proposta di legge per una fiscalità veramente equa che consentirebbe di riequilibrare un carico fiscale tutto sulle spalle dei lavoratori dipendenti e pensionati.

Per questo il 10 dicembre 2013 prenderemo pubblicamente la parola e lo faremo con un presidio con i lavoratori dinanzi alla sede degli uffici centrali a partire dalle ore 9.30. Faremo sentire una versione radicalmente differente rispetto a scelte in materia fiscale tutte orientate alla logica dei tagli attraverso la chiusura degli uffici, la riduzione del personale e riorganizzazioni improbabili. E ovviamente ricorderemo al Ministro Saccomanni di preoccuparsi un po' meno dei suoi tour europei per accreditarsi con i tecnocrati dell'UE, e di  preoccuparsi molto di più di ben 50.000 lavoratori delle Agenzie fiscali ancora in attesa, a distanza di due anni, del loro salario accessorio! Ma, come abbiamo già ribadito nella mail bombing che ha tempestato in questi giorni le caselle di posta elettronica del Ministro e dei vice Ministri, non ci accontentiamo della solita firma su un decreto che sblocca le risorse, firma peraltro tardiva: vogliamo che nel futuro quelle risorse siano sottratte ai capricci e al ricatto dell'autorità politica, vogliamo modificare il sistema di finanziamento del nostro salario accessorio e avviare un percorso di stabilizzazione di quelle risorse.

Perché, Signor Ministro, non si possono fare le nozze con i fichi secchi e, a risorse precarie, incerte e instabili corrisponde non solo mortificazione salariale e professionale dei lavoratori ma anche disinvestimento sul comparto e depotenziamento della lotta all'evasione. Al contrario, risorse stabili e certe garantirebbero, finalmente, percorsi di valorizzazione del personale, investimento sul comparto e quindi sulla lotta all'evasione. Questa Sig. Ministro è la legalità fiscale della quale ci piacerebbe discutere. Il resto sono parole retoriche, anche se pronunciate all'interno di un convegno dal titolo roboante.

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