Sardegna. Entrate Sassari. Comunicato Unitario RdB, CGIL, CISL, SALFI

Cagliari -

Il giorno 8 giugno 2006 le Segreterie Regionali di CGIL CISL SALFI RdB Funzione Pubblica hanno tenuto una assemblea presso l’UL di Sassari per chiarire le ragioni che hanno condotto alla rottura delle relazioni sindacali, e per verificare se dopo aver esposto i veri motivi che avevano originato tale azione, permanevano le perplessità contenute nella lettera del 19.5.2006, pubblicata sul sito regionale dell’Agenzia.

La maggior parte degli interventi ha manifestato   apprezzamento per le precisazioni fornite dalle OO.SS. che sono state ritenute esaurienti; e dal contenuto degli stessi è emerso che, presumibilmente, se  tali precisazioni fossero state conosciute prima, il documento pubblicato non sarebbe stato sottoscritto.

Durante l’assemblea è emerso anche un problema che si ritiene di dover condividere e sottolineare,  affinché per il  futuro si trovino soluzioni adeguate. Sono state, infatti, espresse forti perplessità in ordine all’attuale composizione delle commissioni d’esame costituite con riferimento alle procedure di riqualificazione del personale.

In effetti, le scriventi condividono le perplessità rilevate in assemblea, dal momento che le commissioni in argomento sono composte unicamente da dirigenti dell’Amministrazione, con i quali i lavoratori esaminati molto spesso hanno avuto modo di confrontarsi sulla base di posizioni diverse, ciascuno nel proprio ruolo, talvolta per motivi di lavoro, talaltra per questioni legate  all’incarico  eventualmente ricoperto (anche sindacale).

Emerge, dunque, una situazione di incompatibilità oggettiva che crea nei riqualificandi una posizione di soggezione psicologica che potrebbe  impedire loro di esprimere  al meglio, nel colloquio, le proprie capacità.

La stessa incompatibilità non può non essere rilevata, inoltre, con riferimento ai colleghi che ricoprono un incarico sindacale e che, a causa del proprio mandato, incontrano una delegazione di parte pubblica composta dagli stessi dirigenti che poi dovranno valutarli nel lavoro quotidiano e nelle procedure concorsuali.

E’ un dato di fatto, infine, che chi si trova nella prospettata situazione e, a differenza di altri colleghi,  non conosce i dirigenti esaminatori per non aver avuto modo di farsi apprezzare nel quotidiano (e ciò avviene molto spesso per i dipendenti degli Uffici Locali, specie se periferici), affronta il colloquio in una condizione di disagio che non gli consente di palesare, nel poco tempo a disposizione, la reale preparazione  (come qualche ricorso pendente può dimostrare).

Le scriventi, pertanto, fanno proprie le esigenze rappresentate dai lavoratori, e si impegnano ad attivarsi nelle sedi competenti, affinché in futuro le commissioni d’esame siano composte da professori universitari o, comunque, da  esperti esterni all’Amministrazione.

Cagliari, 13 Giugno 2006

 


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