Sardegna - La ridisorganizzazione degli uffici delle Entrate: prima puntata (chiude Lanusei)

Cagliari -

Pronti, partenza, via, così sta iniziando l’avventura dell’istituenda Direzione provinciale di Nuoro. Pronti, partenza, via proprio come quando eravamo bambini, e senza un minimo di regole e di organizzazione qualcuno metteva in piedi una gara, senza nemmeno un traguardo definito, e in maniera disordinata e trafelata ci si presentava ai blocchi di partenza, sì ma eravamo bambini, era un gioco.

 

L’Agenzia invece fa sul serio, o almeno sembra, intanto “in gioco” c’è il futuro dei lavoratori e benché a Nuoro la Direzione provinciale sia prossima a partire, la Direzione regionale sembra navigare al buio e mentre c’è chi rassicura i lavoratori garantendo che nessuno verrà messo in mobilità e chi invece auspica una  mobilità volontaria.

 

Il Direttore regionale durante una visita al sopprimendo ufficio locale di Lanusei ha detto a chiare lettere che parte del personale verrà trasferito a Nuoro. E che dire delle due sedi staccate di Isili (183 km da Nuoro o in alternativa 118 km di strade impervie) e Macomer che dovrebbero essere soppresse in forza di non si sa bene quale risparmio economico.

 

Insomma solo parole e nessun comunicato ufficiale da parte dell’amministrazione che continua a dimostrare scarsa attenzione verso i propri dipendenti, i quali rischiano dopo tanti anni di servizio di trovarsi, nella migliore delle ipotesi, a fare i pendolari se non addirittura a doversi trasferire con le proprie famiglie, in nome della riorganizzazione.

 

Secondo noi il silenzio dell’Agenzia nasconde una disorganizzazione a dir poco allarmante… appunto, pronti, partenza, via comunque e ad ogni costo. E  mentre il Direttore regionale pensa a  futuri trasferimenti, che evidentemente si preferisce comunicare all’ultimo istante,  incombe il problema degli spazi. Infatti se da un lato l’organizzazione degli uffici provinciali prevede di destinare il 40% del personale agli uffici territoriali, (e, se ognuno restasse al proprio posto, l’istituendo ufficio di Nuoro si troverebbe con 50 lavoratori nelle sedi periferiche e solo 5 lavoratori nel capoluogo, con questi ultimi intenti a tenere aperti 11 sportelli, ad occuparsi di tutti i rimborsi IVA della provincia, dei controlli 36 ter e 41 bis e degli accertamenti di registro, il tutto tra un accesso per obblighi strumentali e uno per studi settore), dall’altro sorge un insormontabile problema logistico in quanto la sede provinciale di Nuoro oltre ad essere inadeguata e angusta è già sovraffollata e inidonea ad accogliere altro personale.

 

Di fronte a questo scenario che in nome del nuovo modello (risparmio e accorpamento delle risorse umane)  porta verso la chiusura delle sezioni staccate di Isili e Macomer, con tanto di foglio di via ai lavoratori,  il nostro Direttore regionale effettua sopralluoghi a Tortolì – ridente paesino a 20 chilometri da Lanusei – alla ricerca di locali per aprire sportelli periferici. Pronti, partenza, via o come diceva una vecchia canzone “stasera mi butto” tanto male che vada a pagare non saranno gli evasori fiscali, ma i lavoratori degli uffici periferici di Lanusei, Isili e Macomer.

 

Questo è quanto succede in Sardegna, ma anche il Direttore regionale della Calabria è sibillino, infatti in un’intervista rilasciata al quotidiano “Calabria Oggi” ha così dichiarato ”In definitiva, per la riforma organizzativa, si punta su una logica che privilegia una visione integrata delle attività di controllo a livello provinciale, evitando dispersioni e asimmetrie di comportamenti e accorpando le risorse umane di cui dispone l’Agenzia delle entrate, secondo un modello organizzativo che ci pare più razionale”. Chiaro, o no? Per noi, affatto. E per l’Agenzia delle Entrate?

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