Siamo ancora troppo lontani

Il 25 luglio, dopo una mattinata di discussione formale e molte giornate di “incontri informali”, CGIL CISL e UIL hanno sottoscritto con l’Amministrazione due accordi con i quali:

 

1) viene ripartito il fondo del comma 165 tra i dirigenti ed impiegati in modo tale che mediamente ad ogni dirigente finiscano circa 16.000 euro ed ad ogni impiegato circa 4.200 euro (ovviamente lordi);

 

2) l’importo complessivo della parte spettante agli impiegati viene distribuita - a parità di ufficio e di risultati complessivamente conseguiti - in base ai parametri utilizzati per l’indennità aziendale, la cui scala parametrale va da 100 a 266. In pratica un C3 prenderà oltre due volte e mezzo quello che andrà a un A1.

 

Noi non potevamo certo firmare.

 

Abbiamo detto in molte occasioni che la forbice tra le retribuzioni è eccessiva, e va ridotta, non certo allargata. Per la ripartizione dirigenti/impiegati avevamo proposto un fattore 2.3, corrispondente al rapporto esistente tra le retribuzioni tabellari medie di dirigenti ed impiegati. Così pure come scala parametrale per la ripartizione tra gli impiegati avevamo proposto quella 100-160 utilizzata per gli stipendi, ma entrambe queste proposte non sono state nemmeno considerate. Tutti gli altri ci hanno fatto notare che già era stato fatto un grosso sforzo per ridurre la cifra erogata ai dirigenti lo scorso anno, e non si poteva scendere ancora… poverini!

 

Inoltre abbiamo chiesto che l’intera somma fosse distribuita subito, anziché il solo 80%, evitando di introdurre ulteriori divisioni tra uffici bravi e bravissimi, tra attività direttamente e indirettamente rivolte al recupero dell’evasione, e di impelagarci tutti in una discussione accademica in difesa di quella o di quell’altra tipologia di lavoratori. Anche questa proposta non è stata accolta, ma neppure gli altri sono riusciti ad uscire dal ginepraio dei discorsi tipo “dobbiamo dare di più a chi va in verifica esterna” e “ma va premiato anche chi resta in ufficio e si accolla il lavoro di quelli che escono”… terribile! L’unica proposta sensata che si poteva fare è che, una volta deciso (preventivamente, non certo a posteriori come in questa occasione) il compenso extra per questa o per quella attività, a tutti potesse essere data la possibilità di parteciparvi mediante avvicendamento ed eventuale formazione, ove necessaria. Ma non era una questione all’ordine del giorno. Se ne riparlerà.

 

Così il discorso sul restante 20% non è stato promosso ed è stato semplicemente rimandato a settembre, con l’Amministrazione che cercherà di nuovo di introdurre una sua valutazione della produttività individuale, meccanismo pericolosissimo perché ogni volta che lo si è accettato si è finito per conferire al dirigente un potere discrezionale enorme con il quale alimentare ulteriormente favoritismi e clientele.

 

Ci bastano quelle che già ci sono.

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