Sicilia. Buoni pasto, comma 165, progressioni economiche: la Primavera del conflitto!

Catania -

I Lavoratori siciliani dell'Agenzia delle Entrate resteranno senza buoni pasto molto probabilmente fino al prossimo settembre. La misteriosa storia dei buoni pasto che non arrivavano mai, è iniziata con uno scambio di corrispondenza tra le RdB e il Direttore Regionale, alla ricerca di spiegazioni sul ritardo. Ma la corrispondenza non è l'arma migliore da utilizzare con questa amministrazione, che ha risposto senza dire nulla con una lettera che offende l'intelligenza e la pazienza dei Lavoratori. La morale della favola è che i Lavoratori dovranno anticipare per molto tempo e di tasca loro le spese del pranzo. Un bel regalo dell'amministrazione, questa dieta forzata in vista della "prova costume" per la prossima estate.

La Sicilia è già colpita in modo significativo, come le altre Regioni italiane, dalla questione del comma 165. La consistenza del nostro salario accessorio è seriamente messa a rischio dal valzer che il Ministro Padoa-Schioppa e la Corte dei Conti stanno ballando da dicembre a oggi. Il salario accessorio è già di per sé un meccanismo da rivedere, perché crea enormi fratture tra i Lavoratori di uno stesso ufficio, ma anche tra quelli di Regioni e zone geografiche diverse. Anni di politiche salariali orientate alla produttività e al merito, hanno fatto diventare le gabbie salariali una realtà inequivocabile e silenziosa del nostro Paese. Ne fanno le spese i Lavoratori delle regioni con il tessuto economico più debole.

La stagione delle progressioni per tutti si è risolta con la pubblicazione delle graduatorie, lo scorso 22 gennaio, relative anche ai passaggi entro e fra le aree ai sensi dell'articolo 15 del vecchio CCNL: abbiamo scoperto che le progressioni da Contratto Integrativo non erano per tutti, e che le regole individuate per garantire un minimo diritto alla carriera devono essere modificate. Altrimenti si rischia il gioco al massacro, non solo sul salario di produttività, ma anche sulle progressioni economiche. All'orizzonte si avvicina l'attuazione degli articoli 17 e 18 del CCNI, che lo ricordiamo decideranno il futuro delle posizioni para-dirigenziali (incarichi di responsabilità) e di quelle posizioni-quadro delle quali la nostra organizzazione sindacale è poco innamorata e sulle quali anche i Lavoratori devono riflettere, se non vorranno trovarsi in una situazione di enorme conflitto e tensione con i propri vicini di scrivania. Ma anche la rilevazione delle esperienze lavorative, già in atto in tre regioni e dal 23 aprile prossimo in Sicilia, presenta dubbi, pone interrogativi, non dà garanzie.

Il memorandum sul pubblico impiego parla di mobilità territoriale e funzionale per il personale; parla di ulteriore crescita delle politiche salariali legate alla produttività e quindi dipendenti dalla ricchezza economica del territorio; parla di innovazione, ammodernamento, dismissione delle attività no core e di back-office ma sappiamo tradurre quelle parole: esternalizzazioni e smantellamento della PA. Accadde anni fa con l'Agenzia del Demanio, sta accadendo oggi con l'Agenzia del Territorio, potrà accadere con le Entrate e le Dogane.

Vecchi equilibri e antiche logiche, un certomodo di fare sindacato che vuol dare un colpo al cerchio e uno alla botte, non garantiscono più i Lavoratori come accadeva in passato. Le Agenzie Fiscali oggi nuotano in un mare dove non ci sono più fari, né riferimenti politici, né ancore di salvataggio. In compenso ci sono parecchi squali. Solo riprendendo il governo del timone si può sperare di rimettere la barca in rotta. Serve più protagonismo, serve più voglia di incidere sul proprio futuro.

Stiamo raccogliendo in tutta Italia le firme per chiedere la modifica legislativa del comma 165, per renderne fissa e ricorrente la consistenza e per velocizzare i tempi di pagamento del salario accessorio. Il prossimo 20 marzo saremo in assemblea con i Lavoratori del Fisco a Palermo, e in quell'occasione porteremo al Direttore Regionale la gratitudine dei Lavoratori siciliani per la penosa vicenda dei buoni pasto. Il 21 marzo, in occasione della giornata nazionale contro questo salario accessorio, il "NO comma 165 DAY", saremo in presidio davanti alla Prefettura di Catania, come accadrà in decine di altre città italiane, dal nord al sud. Sarà l'occasione per creare una ideale catena di protesta contro le regole che rendono instabile e povero il nostro salario e per consegnare le migliaia di firme raccolte. Infine, il 22 marzo saremo in assemblea con i Lavoratori del Fisco di Catania.

Il 30 marzo c'è l'appuntamento con lo sciopero generale del Pubblico Impiego, contro il memorandum e per la difesa della Pubblica Amministrazione e dei suoi servitori; per la difesa dello Stato Sociale, che è un diritto dei cittadini e che non può esistere senza una PA che sia davvero pubblica, efficace ed efficiente. La Primavera siciliana è tra le più dolci del Mediterraneo. Cogliamo l'occasione per aprire con la Primavera una nuova stagione sindacale con le RdB.

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