Sicilia – Dogane Monopoli, misure di sicurezza anti Covid e smart working: USB non firma intesa

Catania -

Pubblichiamo le ragioni per le quali USB ha deciso di non sottoscrivere l’intesa con l’Ufficio delle Dogane di Catania.

Facendo seguito alle osservazioni espresse nel corso degli incontri svoltisi in sede regionale e in sede provinciale, la scrivente Organizzazione Sindacale ha valutato di non sottoscrivere l’intesa in quanto la stessa prende le mosse e ricalca pressoché pedissequamente quanto previsto a livello regionale.

Si espongono pertanto le ragioni riconducibili sia all’intesa regionale, che parimenti USB ha valutato di non firmare, che le ragioni relative all’allegato all’intesa proposta per Ufficio Dogane Catania.

45 per cento come limite medio giornaliero: tale quantificazione permane, così come previsto dall’intesa nazionale che parimenti USB ha valutato di non firmare, sancisce un limite medio calcolato sulla consistenza degli Uffici e non sul massimo dei presenti, che dovrebbero essere preventivamente calcolati e individuati alla luce delle previsioni governative sulle situazioni di fragilità e con la previa e puntuale individuazione delle attività indifferibili da rendersi in presenza.

Permane, dunque, la profonda contraddizione tra l’affermazione che il lavoro agile rimanga la modalità di lavoro ordinario, e la decisione, che recepisce acriticamente l’accordo nazionale, di fissare al 45% la percentuale di presenza in ufficio;

Rispetto alle particolari condizioni psicofisiche: Da una lettura dell’allegato, a cui l’intesa rimanda, si evidenzia che non sussista affatto un esonero dai turni dei rientri in presenza, dal momento che Amministrazione inserisce una valutazione di attuabilità che non esclude la previsione di rientri in presenza.

USB aveva, inoltre, chiesto l’ampliamento alla necessità di accudimento dei familiari invalidi e rileva che non è stato in alcun modo contemplato l’aspetto della convivenza con familiari portatori di patologie o ultraottantenni.

Rispetto ai punti di contrattazione a livello territoriale: sebbene fosse espressamente previsto che le intese a livello territoriale potessero avere potere di contrattazione specifico, nell’intesa non è contenuto alcun riferimento a forme di flessibilità orarie, fasce di contestabilità, eventuali rientri settimanali e turnazioni.

In relazione all’allegato protocollo, di cui è certamente apprezzabile lo sforzo relativo alla individuazione della valutazione a seconda delle attività svolte, si evidenziano le seguenti criticità:

Possibilità di ricorrere alle mascherine come mascherine di comunità, dunque monouso, lavabili e autoprodotte. Riteniamo che la fonte di riferimento per la prevenzione del rischio COVID 19 siano le linee guida INAIL che fanno richiamo testuale alle mascherine a marchio CE per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni. La rinuncia preventiva al concetto stesso di dispositivi di protezione non può che vederci contrari. La dotazione solo per alcune categorie crea una ingiustificata disparità di trattamento, considerando anche che l’articolo 42 comma 2 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 (“Decreto Cura Italia”) ha previsto la copertura Inail per gli assicurati che contraggono un’infezione da coronavirus “in occasione di lavoro”. Un’espressione, quest’ultima, che lascia intendere un’applicabilità della tutela assicurativa anche ai contagi “in itinere” nel tragitto da casa a lavoro.

 

Rispetto agli impianti di condizionamento con ricircolo aria: sarebbe stato auspicabile un intervento risolutore, visti i rischi connessi all’eventuale trasporto di agenti patogeni (batteri, virus, ecc.) nell’aria e indicati con precisione nel rapporto Istituto Superiore di Sanità Covid 19 5/ 2020.

Rispetto alla sanificazione e alla igienizzazione. Nell’allegato all’intesa non sono contenuti termini temporali per la sanificazione e per la igienizzazione dentro gli Uffici, fatto salvo che per il punto 3.7 relativo a distributori automatici di bevande e alimenti.

Rispetto alla misurazione della temperatura: Giova ricordare che sulle misurazioni delle temperature le normative, le direttive sanitarie, le linee guida INAIL sub “misure specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici” e persino la Task Force dell’Agenzia, riservano attenzione primaria in quanto ritenuta tra le attività essenziali per la sicurezza dei lavoratori e per la prevenzione dei contagi. Sul punto l’UD Dogane Catania, nonostante affermi di essersi dotata di alcuni degli strumenti atti a tal fine (termometri a distanza) ha lasciato il loro utilizzo alla mera facoltà (anzi sarebbe meglio dire auto facoltà) senza prevedere alcuna formalizzazione della procedura, che dovrebbe valere non solo per le lavoratrici e i lavoratori ma anche per chiunque faccia accesso negli Uffici.

Mancata individuazione di una stanza di isolamento: Nell’allegato all’intesa non si fa alcun riferimento alla individuazione di un luogo protetto per ospitare temporaneamente i dipendenti che durante il servizio dovessero accusare sintomi riconducibili all’infezione da COVID 19 come da protocollo INAIL

Mancato riferimento a obbligo aggiornamento DVR e DUVRI

Nell'adeguamento dei DVR l'Amministrazione dovrebbe coinvolgere prontamente la figura dell'RLS e del medico competente. Anche alla luce dell'ultima nota INAIL di aprile 2020, la figura del medico competente è figura centrale per la revisione dei processi e non una presenza meramente formale.

ll coinvolgimento di dette figure dovrebbe essere costante e riguardare tutti gli ambiti e le fasi di implementazione delle misure atte a garantire la sicurezza del personale: misure organizzative (gestione degli spazi di lavoro, organizzazione e orario di lavoro); misure di prevenzione e protezione (informazione e formazione, misure igieniche e sanificazione ambienti, utilizzo delle mascherine e dispositivi di protezione individuali per le vie respiratorie, sorveglianza sanitaria e tutela dei lavoratori fragili); misure specifiche per la prevenzione dell'attivazione di focolai epidemici.

I DVR e i DUVRI dovranno recepire scrupolosamente le prescrizioni previste dalle norme e dai protocolli di intesa, con particolare attenzione:

  • alla sanificazione frequente degli impianti di areazione, riscaldamento e condizionamento, che sono potenziali veicoli di propagazione del contagio su cui intervenire prontamente in caso di sospetta contaminazione;
  • alla pulizia degli spazi comuni maggiormente soggetti a contatti da parte di più persone (maniglie porte, bagni, scrivanie, ecc.);
  • all'obbligo di indossare la mascherina per dipendenti, utenti, fornitori e personale esterno;
  • alle modalità di utilizzo dei termometri a distanza;
  • alla conformità delle postazioni di front-office (plexiglass, gel e fazzoletti disinfettanti);
  • alle limitazioni all'accesso nei locali dell’Amministrazione ed al mantenimento di una distanza adeguata.

 

USB PI Agenzie Fiscali Sicilia

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