Sicilia – Entrate, aggiornamenti su ultimo incontro tavolo regionale permanente sicurezza

Palermo -

Il 29 Dicembre, a seguito dell'esplosione dei contagi dovuti alla variante Omicron,  stante la specifica responsabilità in capo ai datori di lavoro, l'USB aveva chiesto alla DR Sicilia ed alle DP di limitare la presenza in ufficio del personale alle sole attività effettivamente essenziali, il ripristino dell'utilizzo massivo dello smart working quale misura organizzativa ineludibile per ridurre l'esposizione al rischio dei Lavoratori e delle Lavoratrici e la convocazione di un incontro urgente del tavolo permanente sicurezza ai sensi dell'art.21 Accordo Nazionale 23 novembre 2021. In data 5 gennaio tutte le Organizzazioni Sindacali Siciliane hanno chiesto un incontro alla DR Sicilia, anche alla luce di interpretazioni restrittive sul concetto di prevalenza che hanno portato in alcune DP a calcolare su base bimestrale (con evidente travaso di aumento delle presenze su febbraio) la prevalenza in presenza.

Nel pomeriggio di ieri si è svolta  la richiesta riunione del Tavolo permanente sulla sicurezza presso la Direzione Regionale della Sicilia.

Nel nostro intervento abbiamo innanzitutto chiesto un allineamento con le altre regioni, riprendendo richieste già fatte agli incontri precedenti:

  1. L’adozione anche in Sicilia di un protocollo per i casi di positività in Ufficio ove è previsto un sistema di massima trasparenza (comunicazione a personale, rsu e oo.ss su casi positività in Ufficio, rilevanze tracciamento contatti stretti e loro isolamento, ultima data in Ufficio, sanificazione tempestiva) nel pieno rispetto della privacy;
  2. Pubblicazione delle percentuali di presenza sulla intranet o in subordine  comunicazione periodica ad OO.SS., RSU ed RLS della percentuale media giornaliera delle presenza registrate nelle struttura della DR e delle DP.

Abbiamo poi proseguito il nostro intervento sulla base di tre principi: la prudenza, la soglia del rischio consentito  e il fumus boni iuris, ovvero l’ottenimento di una tutela immediata atta a  evitare che il tempo necessario per l’accertamento pieno di un diritto renda infruttuosa o tardiva la tutela ricevibile in via ordinaria.  É per noi evidente che la circolare sul lavoro agile abbia voluto correggere il tiro rispetto a un Decreto sui rientri pericoloso e frettoloso, che il continuo spostamento in avanti della durata stato emergenza sia emblema di speranze che si alternano a disillusioni e che la revisione di quarantena e contatto stretto sia un salto nel buio che rende sacrificabile sull’altare della produzione la sicurezza scaricando sui singoli ogni rischio.

Alla luce della situazione siciliana ( a oggi sono 92 comuni in zona arancione, siamo al caos Scuole  e il CTS siciliano in data 8 gennaio ha chiesto il  passaggio della Siciia in  zona rossa), della nota n. prot.1690 del 4 gennaio 2022 Direzione Centrale – Divisione Risorse nonchè della sopravvenuta circolare sul lavoro agile  del 5 gennaio 2022 abbiamo evidenziato la necessità di fornire precise linee di indirizzo alle articolazioni territoriali.

Abbiamo, dunque, chiesto o ribadito:

  1. La sterilizzazione del concetto di “prevalenza” dello svolgimento della prestazione lavorativa in presenza, considerata non solo l’evoluzione normativa in merito e la circostanza che il Decreto sulla prevalenza sia stato emanato all’interno di un quadro epidemiologico poi mutato,  bensì l’evidenza dei risultati di efficienza lavorativa in smart working del personale dell’Agenzia nel complesso;
  2. la riduzione del personale in presenza con sospensione dei calendari di rientro per il mese di gennaio, in conformità a quanto stabilito nella nota n. prot.1690 del 4 gennaio 2022 Direzione Centrale – Divisione Risorse;
  3. di prevedere l’immediata applicazione del divieto di compresenza nelle stanze;
  4. di limitare gli accessi in ufficio a quelli strettamente necessari a garantire le improrogabili ed indifferibili esigenze di servizio ( la stessa nota Divisione Risorse  del 5 gennaio 2022 fa richiamo alle attività essenziali di cui alla Direttiva prot. 141696 del 24 marzo 2020);
  5. il calcolo al ribasso dell’utilizzo per il 50% della capienza delle stanze adibite a postazioni plurime (es. nelle stanze da tre n. 1 persona, nelle stanze da cinque n. 2 persone e così via).
  6. la messa a disposizione generalizzata al personale di mascherine FFP2,  date le ormai conclamate ridotte capacità protettive delle mascherine chirurgiche;
  7.  un’urgente informativa sulle procedure che verranno adottate per il controllo dei green pass degli utenti e sulla ventilata ripresa delle attività di verifica esterna;
  8.  Aumento delle giornate di lavoro agile per i pendolari a lunga percorrenza e personale che prende mezzi pubblici.

Non solo. Visto il quadro generale di mutamento continuo della gerarchia delle fonti, in relazione ai termini di recupero della prevalenza della presenza abbiamo fatto presente  che in diverse amministrazioni (MEF, Presidenza del Consiglio e INPS),  alla luce delle indicazioni contenute nella circolare sul lavoro agile del 5 gennaio, fatta salva la garanzia di erogazione dei servizi indifferibili, la programmazione della prevalenza in presenza si è spinta a un calcolo su base semestrale,  con ciò riducendo significativamente la prevalenza della presenza in questa fase.  Abbiamo, altresì, evidenziato che in altre Regioni sia sia  passati a una  riduzione significativa del rientro in presenza, in alcuni casi spingendosi a limitare gli accessi in ufficio a quelli strettamente necessari a garantire le improrogabili ed indifferibili esigenze di servizio.

In relazione ai rientri e alle percentuali di presenza la Direttrice ha dato rassicurazioni sul fatto che la programmazione dei rientri ( che non sono delle “gabbie”)  debba andare avanti con flessibilità e che in tal senso avrebbe fornito a breve indicazioni ai Direttori Provinciali ritenendo del tutto superabile l’applicazione di un criterio su base bimestrale.

Sul contingentamento degli accessi è stato preso l’impegno di spingere verso una digitalizzazione ulteriore soprattutto quella parte di utenza istituzionale che è refrattaria a usare i canali telematici.

In tema di green pass agli utenti ci è stato comunicato che è al vaglio della Presidenza del Consiglio dei Ministri una direttiva in materia.

É poi emersa durante l’incontro un’importante conferma sul divieto di ricezione ai piani che USB da sempre chiede venga applicato.

In relazione alla questione esclusione dall’attività in presenza per i genitori in caso di  di chiusura delle scuole,  venuta fuori durante l’incontro, USB non ha condiviso l’idea di un recupero postumo delle giornate  in presenza dal momento  che ritiene applicabile,  sia per collocazione  nel corpo del testo delle  linee guida DR Sicilia del 2 dicembre con tanto di “altresì”  che per analogia,  l’ipotesi della quarantena del figlio,  per la quale l’accordo nazionale del 23 novembre parla esplicitamente di esclusione dallo svolgimento delle attività in presenza. Il tutto anche in considerazione dell’equiparazione tra sospensione dell’attività didattica- positività del minore- quarantena prevista all’art.9 del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2021, n. 215 e  prorogate fino al 31 marzo 2022 in materia di congedo parentale.  

Nonostante i numeri attuali della diffusione dei contagi fossero stati ampiamente previsti, il governo, in un susseguirsi di decreti, provvedimenti e circolari quanto mai incomprensibili,  tardivi, insufficienti, quando non dannosi, come nel caso della soppressione della quarantena in caso di contatto stretto, continua ad avere come unico orizzonte il mantenimento della produzione invece che la tutela della salute dei cittadini. Un atteggiamento al limite dell’autolesionismo, dato che la produzione rallenterà comunque, sia a causa della diffusione del virus che per l’aumento dei costi di gas ed energia, e a crescere saranno solo contagi e morti.

In questo quadro desolante spicca il ministro Brunetta e la sua battaglia contro lo Smart working che, allo stato attuale, risulterebbe una delle poche misure organizzative in grado di contrastare il diffondersi dell’epidemia all’interno della Pubblica Amministrazione, oltre ai benefici indiretti su trasporto pubblico e scuola.

Noi non ci arrendiamo.  Servono scelte che guardino alla sicurezza e alla salute dei cittadini come assoluta priorità. E una di queste è il mantenimento e il rilancio dello smart working come strumento di distanziamento sociale, anche nel pubblico impiego.

USB PI Agenzie Fiscali Sicilia

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