TELELAVORO: L'ARROGANZA DELL'AMMINISTRAZIONE!

Roma -

Ci è sembrato incredibile nella riunione di oggi sul telelavoro l’atteggiamento dell’Amministrazione: ci siamo sentiti dire che tutto è andato bene e che, se ci sono state delle problematiche, i lavoratori hanno la possibilità di fare l’accesso agli atti, chiedere le motivazioni della bocciatura ed agire in autotutela.

L’USB che ha firmato l’accordo intende difenderlo e non tollera la prepotenza e l’arroganza di un’agenzia che difende i propri direttori anche quando questi hanno operato un vero e proprio ostruzionismo, scoraggiando e minacciando i lavoratori, non protocollando le domande, dando pareri negativi anche in presenza di grandissime difficoltà familiari. 

Ancora una volta i dirigenti dell’Agenzia delle Entrate hanno agito in maniera discriminatoria e totalmente arbitraria.

Come si spiegherebbe altrimenti il fatto che alcune lavorazioni sono telelavorabili in una regione e nell’altra no? 

Per questa ragione abbiamo richiesto con forza un allargamento dei posti della procedura in modo da garantire la possibilità di usufruire del telelavoro a chi ha subito l’arroganza dei dirigenti e di fronte alle mancate risposte dell’Amministrazione abbiamo deciso di andar via e non partecipare al tavolo sui piani aziendali.

Non si illudessero però i nostri dirigenti, non ci ritiriamo sull’Aventino, porteremo questa insieme a tutte le problematiche dei lavoratori all’attenzione del nuovo direttore e se non avremo risposte sarà un autunno caldo.

 

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