Territorio. Il passo del gambero

Roma -

Niente di nuovo sotto il cielo dell’Agenzia del Territorio, anzi se è possibile, il peggio del vecchio e del nuovo.

Le danze si sono aperte con il solito vecchio valzer delle indennità che i lavoratori sono stanchi di ballare ormai da troppo tempo.

Ma andiamo con ordine: ricordate?

Nella riunione del 31 gennaio attendevamo la risposta dell’Agenzia circa il possibile anticipo da parte della stessa delle somme per il pagamento della produttività: l’Agenzia ci ha informato che nel frattempo è arrivato il fatidico si della Ragioneria e che quindi il sospirato pagamento ci sarà il prossimo 23 marzo………provare per credere !!!

Contemporaneamente a questo pagamento, quindi nello stesso giorno ci sarà l’accredito di circa 460.00 Euro lordi medi pro-capite (è la media sull’ex B3), soldi provenienti di una parte del fondo destinato alle indennità 2004.

Siamo rimasti piacevolmente sorpresi da questa proposta dell’Agenzia consapevoli di quanto il nostro sforzo di cercare negli anni di cambiare una modalità – quella del premio solo per alcuni – cominci a dare i suoi importanti frutti: questa iniziativa da parte dell’Amministrazione è senz’altro la mediazione che l’Amministrazione stessa ha tentato di fare con la nostra sigla conscia del fatto che i lavoratori del Territorio, forse, stanno acquisendo una consapevolezza che soltanto fino a qualche tempo fa sembrava una lontana chimera.

Le RdBconsiderano il salario accessorio come riequilibrio economico indispensabile per incrementare uno stipendio insufficiente, e viste le nuove competenze e le funzioni assegnate all’Agenzia del Territorio, le responsabilità sono aumentate per tutti i lavoratori superando il concetto di “eccellenza di pochi”.

Ma se abbiamo la presunzione di vivere questo fatto importante rivendicandone la paternità, quantomeno ideologica, non siamo disposti e non lo saremo mai a barattare le nostre rivendicazioni accettando quello contro cui  abbiamo sempre lottato, convinti che dividere i lavoratori significa intaccarne la forza, peggio, la dignità.

Ad ogni trattativa relativa all’art.85 del CCNL, quando abbiamo chiesto, e lo abbiamo fatto ogni anno, di dare segnali nuovi, superando alcune indennità ormai obsolete ci siamo sempre sentiti rispondere che “purtroppo andavamo a trattare il sistema indennitario sempre troppo tempo dopo e non potevamo cambiare in corso d’opera perché, in un certo senso, avremmo tradito le aspettative di alcuni lavoratori”. Ma il 31 gennaio data dell’accordo si è consumato il fattaccio: scorrendo, infatti, la griglia delle indennità 2004 e 2005 si scopre che inspiegabilmente  l’Agenzia e le OO.SS. firmatarie dell’accordo hanno comunque deciso di cassare alcune indennità senza una logica a noi comprensibile.

La nostra Agenzia sta cambiando, stiamo per accingerci a vivere il decentramento, abbiamo rischiato, ed ancora non dobbiamo considerarci fuori pericolo, una esternalizzazione e una svendita della nostra professionalità: dobbiamo voltare pagina con determinazione rischiando tutti qualcosa anche attraverso scelte che per alcuni potrebbero essere impopolari.

La nostra  proposta, al fine di favorire un traghettamento onesto tra il vecchio ed il nuovo consisteva nel destinare la somma relativa alle indennità quale budget d’ufficio dando però alla periferia un riferimento di massima per lasciare legittimo spazio alle RSU locali evitando blindature e paletti insormontabili dal centro.

Gli accordi siglati, invece, per il 2004 e 2005 rappresentano un ibrido dove il peggio del vecchio ed il possibile peggio del nuovo convivono promiscuamente.


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