Territorio - non si può lavorare gratis

Protesta dei giovani ingeneri cagliaritani chiamati ad accertare i fabbricati fantasma

Roma -

Nasce su internet e rimbalza sui quotidiani nazionali la protesta degli ingegneri cagliaritani per l’accordo sottoscritto dalla loro categoria con l’Agenzia del Territorio per scovare gli immobili fantasma.

 

«È una modalità palesemente anticostituzionale e soprattutto configura una sorta di sfruttamento verso gli ingegneri più giovani, collaboratori di professionisti qualificati che li sguinzagliano sul territorio per violare la privacy altrui e fare gli sceriffi sul patrimonio delle persone. A quale titolo? Gratuito”.

 

Questa è la sintesi della protesta che ribadisce quanto denunciato da tempo anche da USB e cioè l’anomalia di una simile collaborazione con gli ordini professionali che se non sfocia in una protesta potrebbe, invece, nascondere interessi ben peggiori.

 

Se l’Agenzia incrementa, giustamente, le sue attività di controllo del territorio deve anche incrementare le assunzioni ferme ormai da oltre un decennio, fatta salva qualche sporadica “iniezione” che non risolve il problema di un'amministrazione che invecchia.

 

L'Agenzia ha dimostrato di poter svolgere un ruolo fondamentale nella lotta all’evasione immobiliare ed è capace di dare un forte contributo alla rinascita dell’economia di questo Paese grazie alla professionalità e all’impegno dei suoi lavoratori.

 

La volontà governativa di annientare lo stato sociale attraverso i tagli alle risorse destinate ai lavoratori pubblici, spinge le amministrazioni a realizzare accordi “creativi” come le richieste di interventi professionali gratuiti.

 

Questo, però, si chiama volontariato ed è incompatibile con qualsiasi forma di lavoro subordinato o autonomo. Il lavoratore, stabilisce la nostra Costituzione, deve essere retribuito proporzionalmente alla quantità e alla qualità del lavoro svolto e la prestazione professionale deve essere ovviamente fatturata.

 

Sappiamo che l’Agenzia è impegnata ad accrescere il proprio ruolo e ad aumentare le proprie competenze e lo sta facendo con azioni in diversi ambiti. Un ente pubblico è naturalmente obbligato a instaurare un dialogo proficuo con altri enti, con ordini professionali e con tutti gli interlocutori che incontra nel suo agire pubblico.

 

Ma un ente pubblico non può cedere le proprie funzioni e anzi dovrebbe resistere anche nel caso in cui ci fossero volontà politiche, palesi od occulte, per favorire la perdita di funzioni e quindi di ruolo. Siamo quindi fortemente contrari a svendere la nostra professionalità e competenza, sia che ciò avvenga decentrando le funzioni catastali sia che si cedano le funzioni fondamentali di accertamento.

 

Se poi dietro queste operazioni si nascondono forme di precariato o altre anomalie giuridiche, siamo doppiamente contrari. Continueremo quindi a denunciare tutte quelle azioni che riterremo contrarie agli interessi dei lavoratori e dell’Agenzia convinti e coscienti del ruolo insostituibile ed inalienabile che fornisce l’Agenzia del Territorio.

Proprio oggi USB ha occupato la sede italiana dell'Unione Europea, per consegnare una lettera con cui ribadiamo la necessità sempre più urgente di difendere i lavoratori pubblici, i loro livelli retributivi e i loro contratti - di cui abbiamo chiesto l'immediata riapertura.

 

Siamo consapevoli di essere un doppio bersaglio: colpiscono i lavoratori pubblici anche perché i lavoratori pubblici sono lo stato sociale che si vuole mandare in soffitta.

 

Una efficace difesa del nostro modello di società solidale, non può quindi ignorare la necessità di difendere il nostro lavoro, la nostra funzione, la nostra missione sociale e ovviamente, le nostre retribuzioni.

 

Scarica il comunicato in fondo alla pagina

 

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