Territorio - Progressioni economiche, un'operazione da difendere insieme

USB chiede di definire rapidamente la tempistica dei passaggi e rivolge un appello ai lavoratori

Roma -

Alla ripresa dell'attività sindacale con il nuovo anno, abbiamo scritto all’Agenzia del Territorio per sollecitare il pagamento delle somme destinate a remunerare la professionalità, la produttività e le particolari posizioni relative al 2009, sollecitando al tempo stesso la definizione dei tempi per l'attuazione delle progressioni economiche.

Proprio sull'accordo relativo alle progressioni economiche, che come nelle altre Agenzie sarà sottoposto al giudizio dei lavoratori dato che USB si è impegnata con essi a indire un referendum consultivo, si è innescata una polemica intorno alla sorte dei colleghi ex LTD.

Questa polemica, artatamente innescata sotto lo scudo di un'organizzazione sindacale che sembrava aver appicciato il fuoco salvo prenderne poi le distanze (per fortuna sua, diciamo noi) contiene almeno due elementi di debolezza sui quali vogliamo fare qualche riflessione.

Chi pensa o dice in giro che i lavoratori ex LTD saranno più penalizzati di chiunque altro, pensa e dice una cosa sbagliata.

La procedura è costruita in modo tale da evitare che le mancate progressioni colpiscano particolarmente una certa fascia retributiva o “categoria” di lavoratori.

Benefici e svantaggi saranno più o meno proporzionalmente distribuiti e perciò è necessario portare a termine l'operazione affinché tutti abbiano un passaggio retributivo.

Si sbaglia anche chi pensa che non ci saranno altre progressioni economiche nei prossimi anni, perché questo risultato è possibile, purché si lavori insieme per raggiungerlo.

Vogliamo ricordare che appena 12 mesi fa, proprio in questi giorni, RdB lanciava ufficialmente la sua piattaforma vertenziale per ottenere una progressione economica nel comparto Agenzie Fiscali; una vertenza che sembrava fuori dal mondo, fuori dall'ordine delle cose e che invece ha prodotto oltre 25mila passaggi in tutto il comparto.

Non è il risultato che speravamo di ottenere, ma guardiamoci indietro e proviamo a dire se non è comunque un grande risultato, alla luce delle norme che nel frattempo sono entrate in vigore bloccando contratti e retribuzioni per un triennio.

Quindi è alla portata, almeno all'Agenzia del Territorio, il risultato di una progressione economica per tutti, a patto che si spinga tutti nella stessa direzione.

Non gioca certamente a favore di nessuno creare o andare a ingrossare sacche di malcontento che perdono di vista il senso di una lotta comune e amplificano i disagi particolari di qualcuno.

Questo è l'appello che rivolgiamo a tutti: non indeboliamo il fronte comune che ci ha permesso di arrivare comunque a un buon risultato che merita di essere portato a termine.

Sappiamo qual è la storia vissuta dagli ex LTD e quanto siano profonde le “cicatrici” che si portano addosso, compresa l'esclusione dalla prima e unica stagione di progressioni economiche avviata qualche anno fa.

Sappiamo quanto ancora sia forte la tentazione dell'amministrazione di perpetuare i danni di quella vergognosa condizione di precariato vissuta con dignità e superata con determinazione dai nostri colleghi: ancora al tavolo delle ultime progressioni si cercava spudoratamente di farli fuori dalla procedura e ciò è stata per noi una pregiudiziale insuperabile perché ci saremmo seduti al tavolo solo se l'operazione avrebbe riguardato tutti.

Oggi, ai nostri colleghi ex LTD dobbiamo chiedere un altro atto di forza e di coraggio e cioè quello di lasciarsi scivolare una volta per tutte quella scomoda, vergognosa etichetta che per anni è stata appiccicata loro addosso e di guardare al futuro da un punto di vista nuovo, con la consapevolezza di non essere (e di non sentirsi) più “ex”. Perché anche questa etichetta non è meno penalizzante di quella “LTD”.

E così facendo, il risultato di una progressione economica per tutti sarà meno arduo da raggiungere, e sarà più difficile per chi dovesse provarci, costruire iniziative strumentali che guardano al passato voltando le spalle ai problemi futuri, che sono tanti e che non riguardano solo gli “ex”.

La grandezza dei problemi che dobbiamo affrontare, pretende una visione e una lotta comuni.

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