Toscana - Entrate, Part time: facciamo il punto

Firenze -

In alcune regioni la vicenda delle revisioni dei contratti di part-time è stata affrontata con un approccio più “soft”, ma non per questo le conseguenze  per chi ha dovuto modificare il proprio contratto sono minori. Nell’incontro svoltosi sull’argomento in Direzione Regionale ci è stato detto che dei contratti ante 2008 , ammontanti a 136 , solo 30 sono risultati non conformi alle direttive impartite dalla Direzione Centrale. I direttori provinciali hanno provveduto ad incontrare i dipendenti interessati in un colloquio, in seguito al quale 19 sono state le disponibilità alla revisione, mentre per i rimanenti 11 “dovrebbero essere revocati”. E così è stato fatto. In proposito, alleghiamo la diffida presentata contro l’Agenzia delle Entrate.

 

Detta così pare che per ben 19 colleghi modificare il proprio contratto sia stata una scelta “indolore”. Ma così, purtroppo, non è.

 

Abbiamo lamentato al Direttore Regionale il fatto che questi colloqui siano stati avviati in modo informale, senza rituale convocazione. Potrebbe così sembrare che alcuni abbiano modificato di propria iniziativa e non su “invito”. Ci auguriamo, a tal proposito, che tutti abbiano indicato nel nuovo contratto quanto abbiamo tempisticamente comunicato a tutti, ribadendo che la nuova scelta non scaturiva da iniziativa personale.

 

Vogliamo portare un esempio che vale per molti, proprio riguardo a chi ha “volontariamente” apportato le modifiche richieste (stipulando, fra l’altro, un contratto a sola valenza biennale):  ricorrendo la necessità di non poter ugualmente lavorare nel periodo prima interessato dal part-time, sono state inoltrate richieste di aspettativa senza retribuzione. Ma questo danneggia fortemente, rispetto al part time, il collega destinatario di questo istituto: oltre al taglio della retribuzione e dei contributi connessi, l’aspettativa deve essere CONCESSA di volta in volta, ha una limitazione temporale (e se si consuma per un motivo poi non c’è ne è più per eventuali emergenze gravi familiari) e, soprattutto, INTERROMPE IL RAPPORTO DI LAVORO. Il che vuol dire che un anno lavorativo a part-time al 50% vale per anno di lavoro, conteggiando solo i contributi versati, e quindi con limitazione solo per il quantum. Invece effettuando sei mesi di aspettativa, ai fini dell’anzianità si maturano solo 6 mesi.

 

E QUESTO E’ UN ULTERIORE “SCIPPO” A CARICO DEL LAVORATORE!!!!

 

Sappiano che ad alcuni colleghi è stato detto che nulla cambiava, chiedendo l’aspettativa:

NON CREDETE A CHI SI PONE A DIFESA DI UNA SCELTA SCELLERATA, PRIMA DI FIRMARE QUALCOSA CHE INCIDE SULLA VOSTRA VITA RIVOLGETEVI A CHI VI INFORMA DISINTERESSATAMENTE.

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