Trentino - Entrate, criticità e disagi DR Trentino Alto Adige
Dalla data di costituzione della Direzione Regionale, avvenuta il 01/04/2026, stiamo purtroppo assistendo a una fase di profonda incertezza che incide negativamente sia sulle lavorazioni che sul benessere lavorativo. L’attuale assetto, anziché favorire l'efficienza, sta generando un corto circuito amministrativo che ricade interamente sulle spalle del personale della Direzione Provinciale e Regionale .
CARENZA DI COORDINAMENTO E SPOSTAMENTI SENZA CRITERIO
La scelta di non nominare un Direttore dedicato per la Direzione Provinciale di Trento, mantenendo l'accentramento delle funzioni in capo al Direttore Regionale Egon Sanin, sta creando oggettive difficoltà nel normale svolgimento delle relazioni sindacali e nel confronto con le RSU.
Ancora più preoccupante è la gestione del personale: assistiamo a continui spostamenti di colleghi e colleghe senza un criterio organizzativo chiaro e teso alla produttività. Molte figure professionali sono state trasferite a mansioni diverse da quelle per cui erano state formate, spesso in modo arbitrario e senza un piano che garantisca la continuità operativa degli uffici di provenienza. Questo "transito selvaggio" ha lasciato molti settori privi di riferimenti certi e ha aggravato il carico di lavoro di chi resta.
COLLASSO OPERATIVO E MANCANZA DI STRUMENTI
La disorganizzazione è visibile quotidianamente:
Strumenti mancanti: Ritardi nelle nomine e prolungamento nelle deleghe di firma hanno portato anche difficoltà nell’operato di Capi Team e Capi Area e di conseguenza nelle varie Aree di lavoro.
Carichi insostenibili: L’Ufficio Controlli si trova a gestire pratiche di imprese con fatturati fino a 100 milioni di euro pur essendo stato privato di personale esperto, mentre i nuovi colleghi, nonostante l'impegno dei tutor e dei colleghi, risentono di una formazione strutturale inadeguata.
Missioni esterne: L'Agenzia continua a fare affidamento esclusivamente sui mezzi privati dei dipendenti per le attività di rappresentanza sul territorio, imponendo una burocrazia per i rimborsi definita "imbarazzante" e rimborsi economici del tutto insufficienti.
SMART WORKING E FORMAZIONE: UN MODELLO DA RIVEDERE
Mentre i carichi di lavoro aumentano e gli obiettivi vengono contati "a cottimo", l’amministrazione applica una rigidità ingiustificata sullo Smart Working, negando flessibilità anche di fronte a situazioni di reale necessità. Sul fronte della formazione, la USB ribadisce la necessità di corsi tecnici e giuridici; riteniamo inaccettabile che si investa tempo in corsi di stampo aziendalista (problem solving, psicologia) che spesso si protraggono oltre l’orario di lavoro senza fornire strumenti utili alla qualità del servizio.
PIANO FERIE
In risposta all’ordine di servizio sul Piano Ferie, emanato in violazione delle norme contrattuali e senza un adeguato confronto, abbiamo già avviato le procedure di diffida legale verso la Direzione Regionale e la DP di Trento.
USB continuerà a vigilare affinché la riorganizzazione del Trentino non si traduca in uno svilimento della professionalità e dei diritti dei lavoratori.
USB Pubblico Impiego – Agenzia delle Entrate Trentino