Trentino - Entrate, lettera delle rsu di Trento

Trento -

A due anni dalla riorganizzazione e due distinti direttori provinciali tutto comincia a diventare inaccettabile.

 

La chiusura del Mini CAM di Trento, ad esempio, significa la rinuncia ad un servizio qualificante cui la stessa Agenzia ha per anni tenuto in modo significativo, tanto da istituirlo di punto in bianco e senza sentir ragioni contrarie anni fa e da espanderne le competenze, che oggi nella prassi sono molto più estese della mera prima informazione.

 

Che si parli di Mini CAM, di presidi, di rimborsi, di front office, di contenzioso, di consulenza, di riscossione, di controllo, alla fine si parla di professionalità che dall’oggi al domani vengono cancellate con un tratto di penna, di dipendenti che debbono reinventarsi in altri ruoli, su altri orari, con retribuzioni ed incentivazione diverse.

 

Si parla di persone che vengono trattate come numeri in modo meramente quantitativo e mai qualitativo. Invece di condividere profondamente un modello, di realizzare una “mission” unitaria, di creare motivazione, di costruire una professionalità di sistema, si cerca di inseguire piccoli obiettivi di breve periodo, si divide invece di unire, si creano recriminazioni, si demotiva, al limite si minaccia.

 

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