Agenzia Entrate - L'occhio del ciclone

Riorganizzazione, tagli salariali e riduzione delle piante organiche

Roma -

Intorno alle 22.30 di ieri si è concluso il primo incontro ufficiale fra il nuovo direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera e le organizzazioni sindacali. L'attesa, durata circa quattro mesi, non è stata delusa e chi aveva fame di novità - o di innovazioni come si dice secondo la moda corrente - se n'è andato a pancia piena. Il che, data l'ora, non ha guastato. L'incontro è ruotato intorno a tre temi che hanno variamente occupato la cronaca di tutti i giorni in questi ultimi mesi e che tra l'altro sono intimamente legati fra loro per le evidenti connessioni che essi presentano. L'impressione con la quale ce ne siamo andati è che la calma apparente che si respira dalle parti della nostra Agenzia è simile a quella che si può provare stando dentro l'occhio di un ciclone: dentro si può perfino vedere il sole, tutt'intorno è la fine del mondo. Proviamo a sintetizzare i contenuti dell'incontro.

 

Riorganizzazione Abbiamo ascoltato l'ennesimo discorso a sostegno della bontà del processo di riorganizzazione che entro la fine di novembre verrà presentato prima al Comitato di Gestione e poi alle organizzazioni sindacali. L'ultima riorganizzazione, nei fatti mai partita, sembra rispetto a questa già vecchia come il cucco. Come vola il tempo! Saltano circa il doppio delle posizioni dirigenziali in ossequio alle norme taglia-dirigenti contenute nella legge 133/2008. La riorganizzazione comporterà il definitivo superamento dell'attuale modello organizzativo: verranno create 106 nuove direzioni provinciali alle quali faranno capo altrettante aree controllo provinciali (a Roma, Milano e Torino ci saranno due uffici provinciali). Si ridisegna l'assetto territoriale dell'Agenzia in modo diverso da quanto prefigurato con il "vecchio" progetto (lì si abbandonava il sud Italia, come avevamo denunciato) e si voltano le spalle ai miti della polifunzionalità, della versatilità e dei team integrati. La vision che ha ispirato la gestione del personale in questi 10 anni di modello agenziale è superata: da domani l'imperativo categorico sarà la specializzazione. Gli uffici locali (sezioni staccate, sportelli?) presidieranno il territorio solo con l'erogazione dei servizi. Ma non è tutto. Poiché il Governo sembra mal tollerare l'azione di repressione fiscale basata sul sistema sanzionatorio (la stessa legge 133/2008 ne è un esempio) l'Agenzia sembra pronta ad adottare una politica preventiva piuttosto che repressiva. In che modo non si sa, perché non ci è stato spiegato, ma resta l'impressione che il confine tra attività di accertamento e attività di riscossione diventi sempre più labile e che il recupero dell'evasione possa confondersi con il recupero dell'imposta, che non è proprio la stessa cosa. In attesa di ricevere un'informativa meno approssimativa, nei numeri e nel modello, concludiamo dicendo che ieri, chissà perché, ci sono tornate in mente le vecchie Intendenze di Finanza. Ma erano altri tempi, prima della modernità.

 

Comma 165 Mentre su altri tavoli si concludeva l'ennesimo patto scellerato fra alcune organizzazioni sindacali - Cisl, Uil e Ugl per ora - e Governo, nella persona del munifico Brunetta che pare abbia trovato i soldi che ci erano stati tolti (evidentemente li aveva nascosti lui...), alle Entrate si ascoltava anche qui un ragionamento che non ci è piaciuto. Malgrado le ripetute sollecitazioni l'amministrazione non intende condividere con i lavoratori un percorso per la costruzione di nuove regole da proporre alla politica. Lei balla da sola e dato che in passato si è dimostrata una pessima ballerina, temiamo per lo spettacolo. Le risorse stanziate per il 2007 dal secondo decreto Tremonti non verranno integrate dai fondi dati all'Agenzia delle Entrate per il suo potenziamento. Così da una parte si stanziano 8 milioni di euro per incentivare gli esodi di circa 100 dirigenti; e dall'altra non se ne vogliono spendere poco più di 15 per ridurre la perdita sofferta sul 2007 da 35mila lavoratori. Per quanto riguarda il 2008 e il 2009, l'amministrazione si è limitata a leggerci le agenzie di stampa che riportavano quanto accadeva sull'altro tavolo; cattivo segno, anzi cattivissimo, perché pensavamo di dover discutere la costruzione di un nuovo modello di regole per preservare il nostro salario e non assistere a un lettorato di veline governative-sindacali di assai dubbia credibilità. Morale: i soldi che ci hanno tolto sono confermati; quelli che non ci daranno anche. Per ora.

 

Dotazioni organiche I tagli alle dotazioni organiche arriveranno e qualche dichiarazione di disponibilità è stata lanciata qui come altrove. Ciò condizionerà pesantemente l'accesso all'esterno dei giovani e il diritto alla carriera dei lavoratori già in servizio. Il passaggio dalla II alla III Area, unica procedura concorsuale interna mai bandita da quando c'è stata la trasformazione in Agenzie, aspetta ancora il via libera dalla Funzione Pubblica (sì, proprio lei...). Quanto ai tempi, poco più di mille posti potrebbero essere assegnati entro la fine del 2009. Gli altri (l'impegno era per complessivi 2mila posti in III Area) non saranno assegnati prima del 2011! Per il futuro, la regola del 50-50 che avrebbe garantito la possibilità di un passaggio d'Area per ogni assunzione dall'esterno sembra essere saltata. Lo dicevamo: malgrado la calma apparente, tutt'intorno è la fine del mondo.

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