Emilia Romagna - Riorganizzazione: il futuro che non ci dicono.

Ancora una volta è Bologna a pilotare il processo di trasformazione della macchina fiscale delle Entrate.

Roma -

Fanno e disfano come fossimo Lego, e invece è il nostro futuro. Nel corso della prima riunione sulla riorganizzazione, svoltasi presso la Direzione Regionale dell'Emilia Romagna è emerso che:

 

1. non c’è ancora il progetto completo, allo studio di una commissione negli uffici centrali, e non si parte più a gennaio ma la loro data è  il 2 febbraio;

2. nel progetto 1 ufficio provinciale con sede in via Marco Polo, che comprenderà 3 uffici territoriali a Bologna e 1 a Imola;

3. in primissima battuta non ci sarà alcuna movimentazione, ma già dal secondo giorno il nuovo direttore provinciale potrà ovviamente allocare i Lavoratori dove e come ritiene più opportuno. E dovrà farlo visto che il nuovo modello altrimenti non potrebbe funzionare. Insomma, non ci sono domande che tengano: dal secondo giorno, ovviamente, il direttore provinciale potrà decidere chi va dove, esattamente come avviene adesso negli uffici locali;

4. le sedi territoriali verranno probabilmente dismesse in un prossimo futuro, non essendo più funzionali al nuovo progetto.

 

RdB ha espresso tutte le proprie perplessità. In primo luogo:

  • come può conciliarsi il progetto di avvicinare i servizi ai cittadini se a Bologna si diminuisce il numero degli uffici fruibili a pubblico? E’ evidente che qualcosa non quadra…
  • la preoccupazione che serpeggia che marginalizzare fisicamente alcune attività sia l’anticamera della loro esternalizzazione, tanto più che già, come detto, si paventa il rilascio delle sedi territoriali.

 

RdB è stata chiara: per noi nessuna partenza il 2 febbraio e nessuna data: non ci basta di certo essere informati, vogliamo il confronto, vogliamo mettere i piedi nel piatto. Vogliamo che tutto sia chiaro, esplicito. Vogliamo sicurezza e garanzie. Abbiamo già chiesto un nuovo incontro il 7 gennaio col nuovo Direttore Regionale. L’impressione è che mentre giocano con i Lego e ci vogliono far vedere solo la confezione, ci stiamo pericolosamente giocando il Nostro futuro. Se vogliono il conflitto, davvero l’avranno.

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