Agenzia Entrate Marche - La visita di Romano e la difesa del ruolo pubblico dei Lavoratori del Fisco

Incontro con il dr. Massimo Romano, Direttore dell'Agenzia delle Entrate. Il nostro sì alla lotta contro l'evasione fiscale, il nostro no alle esternalizzazioni.

Ancona -

La visita del dr. Massimo Romano ci dà lo spunto per riflettere ancora sui contenuti emersi in relazione alle nostre domande e alle risposte ricevute. Il Direttore dell’Agenzia ha dato un "taglio" ovviamente tecnico-amministrativo al suo intervento, senza nascondere che la questione fiscale è un tema di fortissimo scontro e di forte dipendenza dalla politica.

 

Il nostro intervento:

  • Comma 165: al Direttore abbiamo ribadito il nostro obiettivo per il quale la nostra lotta è stata sostenuta da oltre 17.500 firme nazionali. Nelle Marche, malgrado il boicottaggio dei soliti noti, siamo arrivati a oltre il 40% dei lavoratori delle Agenzie Fiscali.
  • Abbiamo chiesto chiarimenti riguardo ai ventilati accorpamenti di uffici e di funzioni (il controllo a livello provinciale) e alle paventate esternalizzazioni delle attività di front office, sottolineando il disagio dei Lavoratori per l’eccessiva polifunzionalità.
  • Circa le nuove posizioni organizzative, abbiamo chiesto fino a che punto esse costituiscono un doveroso e legittimo riconoscimento del diritto di carriera e non un “incarico fiduciario” che si presta a parecchie ambiguità.

 

Riportiamo in sintesi il contenuto delle risposte del dr. Massimo Romano.

 

L’Agenzia è ormai un modello riconosciuto da consolidare e mantenere nell’alveo pubblico. Ha detto che dobbiamo opporci alle privatizzazioni e all’osservatorio presso il CNEL per la valutazione delle amministrazioni pubbliche. Ha riconosciuto che il comma 165 è un pasticcio e che si adopererà per quanto di sua competenza ad un superamento di tale istituto. Inoltre, studi effettuati dall’Agenzia hanno dimostrato che mille neoassunti (grazie alla qualità del nuovo reclutamento) costano 45 milioni di euro, ma generano entrate pari a 10 volte il costo sostenuto. Le posizioni organizzative riguardano esperti in materia che, a suo dire, sono professionalità da valorizzare. Infine, occorre diminuire l’intermediazione e liberare l’Agenzia dei lavori a basso valore aggiunto quali ad es. la correzione di errori; il rilascio del codice fiscale e la registrazione dei contratti di locazione per dedicarci completamento all’attività “core”, al controllo. Necessità di qualche “aggiustamento” per l’ottimizzazione di alcuni uffici. I Lavoratori delle entrate sono in prima fila nella lotta all’evasione fiscale per il risanamento economico del Paese. La meta dell’equità fiscale è ancora lontana e tutta in salita per l’Italia, ma essa è una conquista morale (di giustizia sociale) e sostanziale (pagare meno, pagare tutti) che si può raggiungere solo valorizzando ruolo, dignità e salario dei Lavoratori delle Agenzie. La perdita di 5.000 euro a testa deve essere assolutamente recuperata.

 

Su questo, oltre alla felice sintonia delle analisi, valuteremo i fatti. Noi vogliamo sottolineare il ruolo di servizio che facciamo al Paese tutto: perché dare ai comuni il codice fiscale che rappresenta il primo approccio del cittadino-contribuente col fisco? E le locazioni perché, in ipotesi, cederle ai tabaccai, quando basterebbe uno scanner agli sportelli per semplificare il tutto! Ci sembrano inoltre discutibili certe esaltazioni aziendalistiche, non ultima la valutazione individuale che non sarà mai oggettiva. Il modello azienda, con tutti i suoi limiti (come l’ampia discrezionalità del capo) non è da esaltare, quanto piuttosto da superare.

 

Al Direttore dell’Agenzia chiediamo di difenderne fino in fondo il ruolo pubblico e porsi come protagonista del superamento di tutte le criticità e di tutti i nodi sul tappeto.