Agenzia Entrate. Scandali... mediatici e reali

Roma -

Lo SCANDALO MEDIATICO dello spionaggio fiscale, al di là delle vicende personali dei colleghi coinvolti, lascerà molte tracce nelle pieghe organizzative dell'Agenzia delle Entrate. La riunione del 30 novembre scorso, che proseguirà a metà dicembre, ha confermato questa sensazione.

Ai problemi dei lavoratori dei CAM, spesso chiamati a divulgare informazioni e dati sensibili senza certezza dell’identità del richiedente, si è data una risposta che lascia molte perplessità. E’ stata appesantita la procedura informatica per “tracciare” il numero telefonico di chi chiama (anche se su oltre trentamila chiamate telefoniche, ci hanno detto, questo non sarà possibile). Gli operatori, poi, dovranno porre alcune domande volte a stabilire l'effettiva identità del richiedente. Non sembrano novità in grado di mettere davvero al riparo gli operatori da tentativi, più o meno intenzionali, di forzatura nell'accesso ai dati dell'anagrafe tributaria. Invece appare certo che la procedura di identificazione, che replica i difetti del Profilo Utente, allungherà il tempo di erogazione del servizio. Nessuno è in grado di quantificare tale ritardo. Ci sarebbe voluto un ufficio pilota, un periodo di “prova”. Invece, dal prossimo 12 dicembre la nuova procedura di “sicurezza informatica” sarà avviata in tutto il territorio nazionale, per tutti i CAM. A lavoratrici e lavoratori dei CAM chiediamo di segnalarci ogni possibile ricaduta negativa, su carichi di lavoro e tempi di erogazione del servizio.

Nel prossimo incontro si parlerà di sicurezza negli uffici locali. Allora, probabilmente, sarà chiaro il senso reale di quanto dichiarato dal viceministro Visco in audizione al Senato (niente resoconto stenografico, ad oggi). Alla luce di quanto l'amministrazione ci ha anticipato, temiamo che per introdurre un sistema di monitoraggio degli accessi alla banca dati fiscale, in grado di segnalare anomalie presunte, si tenda a creare altri livelli di controllo sui lavoratori. Non sarebbe corretto partire dalla giusta esigenza di tutelare la riservatezza dei cittadini e finire per violare quella dei lavoratori (anche loro cittadini).

Infine. Siamo certi che la magistratura assolverà presto e bene il suo compito e che per la quasi totalità dei colleghi coinvolti ci sarà la piena assoluzione rispetto a ipotesi di reato. Resterà l'amaro di un'esperienza drammatica e avvilente che ha offeso loro e tutta la categoria dei lavoratori del Fisco. Ci chiediamo a questo punto se non fosse opportuno che l’Agenzia si faccia parte attiva per ottenere che venga immediatamente stralciata la posizione di quanti non trovati in possesso di elementi probatori schiaccianti.

Ma il VERO SCANDALO, di cui si è parlato nel corso della riunione è quello delle procedure di passaggio dentro e tra le aree.

Per ciò che concerne i passaggi da B2 a B3 e da C2 a C3 (passaggi dentro le aree) in questi giorni saranno pubblicate nelle regioni le graduatorie per l’ammissione al percorso formativo; al tempo stesso sulla rete intranet aziendale verrà reso disponibile il materiale didattico. Le brutte notizie vengono dal concorso per il passaggio da B1, B2, B3 a C1 (passaggi tra le aree). Tutte le regioni, tranne la Campania, hanno ultimato le prove. Ma le graduatorie ancora non possono essere pubblicate perché pende minacciosa l’ennesima sentenza del TAR del Lazio. C’è un ricorso (anzi due), discusso circa un mese fa. Molto presto si dovrebbe conoscere la decisione del giudice. Il ricorso principale, innescato da colleghi B3, verte sulla legittimità della data indicata dal bando per il possesso dei titoli. Il secondo ricorso riguarda la disparità di rapporto tra anzianità e titolo di studio. Restando le cose come stanno ora, se l'amministrazione pubblicasse le graduatorie, dichiarerebbe vincitori molti lavoratori il cui punteggio è inferiore a quello di altri. Quasi cinquecento di questi, pur in possesso di punteggi più elevati, si troveranno collocati in posizione non utile a conseguire il diritto al passaggio d'area.

Le critiche che in passato abbiamo mosso a queste procedure purtroppo hanno trovato conferma nei fatti. Bisogna mettere mano ad un progetto serio, credibile e capace di garantire tutti i lavoratori, e aprire garantire finalmente il diritto alla progressione di carriera per tutto il personale.

I problemi dell'Agenzia delle Entrate sono largamente condivisi dagli altri lavoratori del Fisco, con la differenza che almeno, Dogane e Territorio, hanno davvero conseguito con la firma del primo contratto integrativo, una progressione economica per tutti. Noi, no.


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