Agenzie Fiscali - A denti stretti, a testa alta.

Al termine di un lungo cammino RdB firma il CCNL Agenzie Fiscali

Roma -

Ogni scelta può essere criticata o apprezzata in base ad almeno due aspetti: uno verte sul merito della scelta, l'altro sul contesto in cui essa è maturata. La firma del CCNL Agenzie Fiscali da parte nostra arriva al termine di un percorso lineare e crediamo anche coerente che ci ha visti protagonisti nella fase del dissenso attraverso alcune tappe significative. Proviamo a scandirle.

 

Abbiamo iniziato con una mozione con la quale venivano fissati i punti più significativi della piattaforma contrattuale; abbiamo poi tentato la via dello stralcio della parte economica; abbiamo promosso un referendum il cui successo non ha precedenti nella storia delle Agenzie Fiscali; infine abbiamo indetto uno sciopero che ci è stato impedito dalla Commissione di Garanzia.

 

Tralasciando per un momento la valutazione sulla firma, merita di essere giudicata innanzitutto la decisione di non rinunciare alla costruzione di un percorso di dissenso che ha avuto altissima dignità e pregnanza; questa decisione ci sarebbe tornata utile sapendo quale sarebbe stata l'ultima scena del film.

 

Era infatti ben noto a tutti che se non avessimo sottoscritto il Contratto Nazionale l'alternativa sarebbe stata la rinuncia a svolgere il nostro ruolo in tutte le trattative di "secondo livello" a partire dall'imminente incontro sulle Convenzioni 2008.

 

Avremmo potuto tenere un profilo più basso e rinunciare a essere come sempre protagonisti del conflitto e del dissenso critico (e ragionato); avremmo anche potuto scegliere di non firmare oggi e di tornare in un secondo momento all'Aran quando i riflettori si sarebbero spenti e il palcoscenico si sarebbe svuotato. Abbiamo creduto che entrambe queste scelte avrebbero in qualche modo offeso l'intelligenza dei Lavoratori e tradito il senso del percorso compiuto.

 

Ciò detto, abbiamo provato a tenere conto di quanto è emerso dai quesiti referendari: la dichiarazione congiunta n. 1 disinnesca il meccanismo della distribuzione del premio-salute rinviandone gli effetti alla contrattazione di secondo livello. La n. 6 riduce enormemente la possibilità di interpretare in modo discrezionale quel termine vago e generico che riguarda gli alterchi con vie di fatto. La n. 2 rinvia il transito del TFS alla previdenza complementare. Le altre chiariscono il percorso di reintegra in servizio per i licenziati in flagranza di reato.

 

Qualche ritocco - seppure non formale - su un impianto contrattuale complessivamente negativo non muta la sostanza del nostro giudizio sul Contratto.  E non muta il senso della nostra firma. Se messa in relazione al percorso compiuto, spiega il perché dei denti stretti, ma spiega anche il perché della testa alta.

 

Da domani chi aveva fatto i conti con una diversa scelta da parte nostra dovrà forse riconsiderare le proprie posizioni. Alcuni pregiudizi e alcune pregiudiziali da oggi hanno un alibi in meno e soprattutto hanno l'onere di una giustificazione in più.

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