Agenzie Fiscali - Che fine ha fatto il 165?

Roma -

Fra meno di 24 ore scadrà il termine che lo scorso 5 agosto era stato concordemente individuato, all'Agenzia delle Entrate, per definire le possibilità e le modalità di avvio di una progressione economica per tutti i lavoratori.

Sulla proposta di stabilizzazione abbiamo raccolto migliaia di firme in tutto il comparto (il 28 e 29 settembre l'iniziativa è ripartita sul piano nazionale in centinaia di uffici finanziari).

Riteniamo che si debba fare tutto il possibile, per dare ai lavoratori una prospettiva di crescita retributiva in un quadro di blocco quadriennale della contrattazione (tranne la misera indennità di vacanza contrattuale...) e di compressione dei fondi che - fino a tutto il 2013 - sono bloccati ai livelli del 2010.

Un'operazione analoga di progressioni e già in fase avanzata alle Dogane, mentre al Territorio si ha la netta sensazione che l'amministrazione sia in difficoltà nell'articolare una politica di tutela delle carriere e delle professionalità interne, vista la tattica dilatoria assunta sul versante delle relazioni sindacali.

In ogni caso, le considerazioni sulla possibilità di stabilizzare le risorse da destinare alla progressione economica per tutti, sono subordinate alla firma di un decreto che ancora il ministro Tremonti non ha licenziato.

Se il ministro non firma il decreto non si può ragionare di progressioni economiche perché manca l'elemento sul quale costruire la stabilizzazione e permane solo la certezza che ai tagli brunettiani si sommeranno quelli tremontiani, serviti com'è noto a finanziare il fondo di solidarietà della GdF e l'ingresso nel Fondo di Previdenza dei colleghi del MEF (con decorrenza 01.01.2010).

Da mesi ripetiamo che in questo contesto l'unica via percorribile resta quella della stabilizzazione per una progressione per tutti.

L'operazione non costa, né richiede nuove risorse. È sufficiente decidere (avere il coraggio) di cambiare la natura di una parte dei fondi aziendali, riconoscendo quel tratto di continuità e certezza che sta già nella loro stessa natura, come dimostrano i dati dell'ultimo decennio.

Lo hanno ben capito altre amministrazioni che dopo la manovra-rapina di luglio scorso sono corse ai ripari firmando accordi sulle progressioni interne alle aree, più o meno soddisfacenti ma comunque ispirati al principio della necessità di stabilizzare.

Perfino Tremonti lo ha riconosciuto e altre amministrazioni si accingono ad analoghe operazioni da concludere entro la fine dell'anno. Nel comparto Fisco tutto è fermo, tutto tace.

La fine di settembre arriverà senza portare segnali positivi rispetto alla proposta di stabilizzazione e probabilmente senza novità sul Comma 165. Noi e i lavoratori dovremo trarne le dovute conseguenze.

Se ciò passasse sotto silenzio, ne pagheremo gli effetti negativi, sul piano retributivo e professionale, per gli anni a venire.

RdB farà di tutto perché questo non accada.

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