Agenzie Fiscali - Convenzioni, basta schiaffi!

Roma -

La situazione delle convenzioni la conosciamo tutti. Se prendessimo i comunicati degli anni passati sarebbe sufficiente un rapido "copia e incolla" per centrare l'essenza dei problemi che anche nel 2009 si ripresentano. Tutti gli argomenti sarebbero ancora validi e tutti i nodi irrisolti. Tutti gli impegni presi in passato, anche i meno rilevanti sono rimasti lettera morta: basta leggersi gli scarni verbali firmati a latere di un “contratto” che ogni volta definisce e aumenta le responsabilità e carichi di lavoro sulle spalle dei lavoratori, lasciando i lavoratori fuori da ogni dinamica negoziale.

Dovrebbero invece esserne i protagonisti, essendo il loro lavoro oggetto di uno scambio contro risorse monetarie che dovrebbe essere il nucleo del sistema convenzionale. Ogni anno l’asticella degli obiettivi è salita un po’ più in alto a fronte di una diminuzione costante del personale in servizio. Ciò da solo avrebbe determinato il fisiologico aumento dei carichi di lavoro; ma i carichi di lavoro sono aumentati anche per effetto diretto del costante aumento degli obiettivi che vengono assegnati alle Agenzie Fiscali con le Convenzioni.

 

Se l'aspetto dei carichi di lavoro è peggiorato, la questione del salario si è deteriorata gravemente e in modo repentino con le disposizioni della legge 133 che ha prosciugato tutte le fonti di finanziamento del salario accessorio nella Pubblica Amministrazione determinando nelle Agenzie Fiscali una perdita secca di salario che si aggira intorno ai 3000 euro. La legge 133 le chiama "leggi speciali", noi lo abbiamo sempre chiamato Comma 165. Sono (erano) la stessa cosa. E adesso non ci sono più.

 

Noi vogliamo cambiare questa situazione, vogliamo risolvere la questione del salario accessorio per quest’anno e per i prossimi perché non accettiamo di affidare il nostro livello di reddito agli umori della politica e alle tempeste mediatiche. Le convenzioni con il MEF saranno un momento importante per ribadire la nostra richiesta che risolverebbe il problema dei nostri livelli di reddito sottraendoli finalmente al ricatto salariale.

Cosa chiederemo? Chiederemo che le cifre destinate alla remunerazione della produttività dei lavoratori delle Agenzie Fiscali, che attualmente provengono (o provenivano) da più fonti e vengono erogate con metodi diversi, siano riassorbite in un’unica voce di convenzione. Ciò può essere fatto aumentando adeguatamente la percentuale della quota incentivante.

 

Se ascoltata, questa proposta avrebbe consentito già negli anni passati di difendere il nostro livello di reddito dagli assalti governativi alla diligenza. Su questa proposta oggi torneremo a cercare il più ampio consenso possibile. E invitiamo anche i lavoratori a prendere posizione, dandoci forza e sostenendo le nostre proposte nei modi in cui essi possono farlo.

Se le convenzioni sono un passaggio importante, non dimentichiamoci la strettoia della riforma della produttività approvata in Consiglio dei Ministri: lì si instaura un principio di "improduttività per legge" che sistematicamente lascia il 75% dei lavoratori a bocca asciutta o mezza asciutta.

 

L'incontro del 21 maggio prossimo dovrà dare risposte a queste domande. Più realisticamente sarà la goccia che farà traboccare il vaso. La terza possibilità, quella che non vogliamo prendere in considerazione, sarà l'ennesimo schiaffo preso in pieno volto senza reagire, perché tanto c'è la crisi. Quello che ci raccontano da qualche tempo a questa parte.

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