Agenzie Fiscali - La firma subito

Signor Ministro, tiri fuori dal freezer il decreto sul Comma 165

Roma -

Il 16 luglio 2008 per noi Lavoratori delle Agenzie Fiscali  è stata una giornata importante, grazie alla quale abbiamo avuto la possibilità di far sentire la nostra voce al Governo che ci addita come fannulloni e abbiamo scioperato per difendere la nostra dignità di Lavoratori, il nostro sistema di diritti che - ogni tanto vale ricordarlo - è stato costruito faticosamente nei decenni anche a costo di scioperi, il nostro salario che mai come oggi viene attaccato frontalmente con la riduzione degli stanziamenti destinati alla contrattazione integrativa.

 

Manifestando a Piazza di Monte Citorio e in molte altre piazze italiane, abbiamo ricordato ai politici e all’opinione pubblica più incline a farsi fregare dalla disinformazione di massa che la Pubblica Amministrazione è fatta di Lavoratori onesti, che garantiscono ai cittadini servizi fondamentali e spesso gratuiti. Non fanno eccezione le Agenzie Fiscali: senza il nostro contributo professionale non ci sarebbe stato quell'imponente recupero dell’evasione fiscale che ha prodotto tesoretti ora evaporati e non ci sarebbe quella continuità di cassa che consente il finanziamento di tutta la spesa pubblica, incluso il Welfare. I Lavoratori chiamati allo sciopero di metà luglio hanno capito che era importante rispondere alla chiamata prima della conversione in legge del decreto e hanno dimostrato che  lo sciopero è ancora uno strumento importante, mai come questa volta adeguato alla determinazione con cui il Governo tenta di assestare il colpo finale al nostro sistema dei diritti, alle nostre già esangui retribuzioni e alla nostra dignità offesa. Una risposta così chiara dimostra forza di volontà e volontà di non arrendersi.

 

Così si spiegano le percentuali di adesione allo sciopero che da lunghissimo tempo non si registravano nel comparto Agenzie Fiscali. Il dato nazionale rappresenta una realtà mediata. Evidentemente dove la proposta dello sciopero è arrivata ai Lavoratori la risposta è stata chiara e per certi versi imbarazzante. In decine e decine di uffici i front office sono rimasti chiusi. Da Oristano a Rimini, da Desio a Trieste, da La Spezia a Latina e ancora Padova, Cosenza, Trieste, Verona, Sarzana, Roma, Pieve di Cadore, Pisa, Bologna, Fiumicino ovunque si sono registrate percentuali altissime: mai sotto il 20%, spesso intorno al 50-60% e in alcuni casi prossime al 90%! Dove c'è stata semina dunque, c'è stato anche un raccolto abbondante.

 

Lo sciopero ha indicato un nuovo cammino che è ancora lungo. Abbiamo consegnato a maggioranza e opposizione gli emendamenti per ridare ossigeno al nostro salario accessorio, ma sappiamo che il decreto legge 112/08 sta viaggiando in un vagone blindato che si appresta all'arrivo in stazione. La battaglia non è finita: restano da scrivere le regole nuove per il finanziamento del salario legato alla contrattazione integrativa e resta da dare stabilità e certezza e continuità di gettito a quelle risorse. Resta da far ripartire il meccanismo già da subito, perché con le attuali regole dettate dal decreto legge 112/08 l'anno prossimo non ci sarà un euro per finanziare la produttività. La nostra proposta di una modifica legislativa del Comma 165 che assicuri stabilità e certezza al salario è quanto mai attuale.

 

Nel frattempo i Lavoratori dovranno adeguarsi a questa realtà nuova e dovranno cominciare a dare risposte coerenti con la nuova situazione anche nella loro pratica quotidiana.

 

In questo mare immobile in cui non tira un filo d'aria l'unica brezza potrebbe arrivare dalla firma del ministro dell'Economia sul decreto che stanzia le risorse per il 2007. Da lì era partito tutto: la firma del ministro uscente, i rilievi della Corte dei Conti, il blocco e poi la voragine aperta dal 112/08. Poiché quelle cifre ci sono, decurtate o meno di un 10% da girare alla Guardia di Finanza è ora che almeno quelle arrivino senza aspettare altro tempo. Nessuno si strapperà le vesti dalla gioia, ma almeno si potranno avviare le trattative per la distribuzione dei fondi ai Lavoratori entro quest'anno.

 

Signor Ministro, firmi il decreto!

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