Dogane... dietrooo front!!

Roma -

Avevamo giudicato la progressione economica di tutto il personale all’interno delle aree  l’aspetto prioritario del CCNI, che avrebbe dovuto dare lo slancio necessario per affrontare e risolvere gli altri aspetti legati alla contrattazione integrativa i quali avrebbero potuto imprimere il cambiamento necessario alla politica del personale dell’Agenzia delle Dogane. Al contrario, fino ad oggi, ci siamo trovati di fronte più a non scelte, a un procrastinare gli istituti esistenti, e addirittura ieri abbiamo assistito ad un inaccettabile passo indietro rispetto alle regole stabilite dal CCNL. 

Con il clamoroso dietrofront di ieri, si è girato le spalle a chi attendeva un nuovo ordinamento professionale che garantisse in futuro regole chiare e certe di progressione economica.

Mentre altre Amministrazioni difendono con i denti i loro organici e si aggrappano ad ogni appiglio che la confusa normativa gli lascia per porre un freno alle politiche di smantellamento generalizzato delle P.A., l’Agenzia delle Dogane prende esattamente la strada opposta.

Il lunedì nero per i lavoratori dell’Agenzia delle Dogane si è materializzato con un accordo tra Agenzia e OO.SS. con il quale si avvia la progressiva riduzione delle piante organiche. Accettando passivamente il limite delle risorse salariali assegnabili, stabilito nella finanziaria 2005, ad ogni rinnovo contrattuale si dovrà pagare dazio diminuendo le dotazioni organiche. Con quest’ultima riduzione siamo già a quota 1.800 in due anni.

Non basta. Aver ridotto le dotazioni organiche, ingessando i contingenti di personale per singola posizione economica in base alla situazione odierna, significa che che non potrà più esserci un passaggio se non nel limite di quei contingenti. Significa che si dovrà aspettare che i colleghi che occupano la posizione superiore vadano in pensione o cessino dal servizio per altri motivi per poter sperare in un pugno di posizioni da dare in pasto a una moltitudine di lavoratori. Significa aver rimesso gli stessi limiti che pensavamo superati da quando le progressioni all’interno delle Aree sono a carico del Fondo e quindi non rappresentano un costo aggiuntivo per l’amministrazione.

La scelta di finanziare le progressioni interne alle Aree con il Fondo dei Lavoratori aveva il senso preciso di sottrarre quelle progressioni a qualunque possibile vincolo di bilancio. Oggi l’Agenzia delle Dogane rovescia quella logica. Qual è allora, il senso di continuare a finanziare le progressioni con il Fondo?

A chi rivendicherà l’aumento delle dotazioni organiche della Terza Area chiediamo di non giocare sulle percentuali. L’ultimo riferimento di dotazione organica divisa per area è quello del 1996, che prevedeva 6.071 unità nella ex area C, di cui 2.326 in C1. Oggi sono 6.421, di cui 1.976 in F1. E’ una grande vittoria? Se non si fossero di nuovo diminuite le dotazioni organiche complessive e si fosse scelto di imputare tutta la carenza sulla Terza Area, il risultato sarebbe stato di gran lunga migliore!

A quanti lavoratori di Seconda Area si riuscirà ad offrire una opportunità di carriera?

L’agenda primaverile delle mobilitazioni è già piena e si apre il 21 marzo con il  NO COMMA 165 DAY per proseguire con lo SCIOPERO GENERALE del 30 marzo, ma avremo un altro punto su cui lottare nei prossimi giorni. Contro quest’accordo non ci limiteremo ad un volantino di protesta, ma metteremo in campo tutte le iniziative idonee a manifestare il nostro dissenso all’Agenzia e per imporre un chiarimento alla Funzione Pubblica sull’argomento.

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