Emilia Romagna - Entrate, Rimini e l'orario di lavoro

Rimini -

Recepita la proposta del Direttore Provinciale della DP di Rimini, come organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa all’interno della struttura, cogliamo la necessità di formulare una “contro-proposta” alla stessa Dirigenza, argomentandone le scelte.

La USB non comprende assolutamente la necessità di variare l’orario di servizio e di lavoro non solo come proposto in sede locale, ma nemmeno a livello nazionale.

La direttiva n. 135376 del 19 settembre 2011 parte dal presupposto di “fornire alcune indicazioni generali” a conclusione dell’avvio della nuova organizzazione come Direzioni Provinciali. Ogni Ufficio quindi ha la piena autonomia nel garantire il regolare svolgimento delle proprie funzioni nel soddisfare le necessità dell’utenza, ma con la consapevolezza di mantenere un clima costruttivo di relazioni sindacali e di soddisfacimento delle esigenze personali e familiari dei dipendenti.

Non leggiamo da nessuna parte che le “indicazioni generali” debbano diventare disposizioni vincolanti, né tantomeno è indicata una data di partenza uniforme per tutto il territorio nazionale e, occorre sottolineare che nella nostra DP, già attiva da ben 3 anni, è in vigore a pieno regime un orario di lavoro perfettamente funzionale.

Ma come sempre l’Emilia Romagna non vuole perdere questo “triste” primato di essere capofila nelle trasformazioni organizzative, e come sempre in via “sperimentale”, dal 4 giugno prossimo dovremmo avere dei nuovi orari di lavoro. Anche se sembra già evidente che non ci sarà alcuna uniformità di orari tra le varie Direzioni Provinciali in regione.

Partendo da questi presupposti e ricordando che, tranne che nelle aree metropolitane, nel resto delle regioni si è in uno stato di completo “empasse” (e laddove è stato raggiunto un accordo, certamente le condizioni non sono peggiorative per i lavoratori) rigettiamo in maniera categorica la possibilità di ampliare a 30 ore settimanali la disponibilità di apertura agli sportelli con 3 giorni di orario continuato.

Infatti se è vero che questa possibilità è prevista nella direttiva centrale per quegli Uffici che operano nelle province di oltre 300.000 abitanti (indicati come Uffici Territoriali più grandi) è anche vero che, come acclarato e certificato in più occasioni, il nostro Ufficio è in perenne carenza di organico e in misura più incisiva di tutte le altre DP della regione.

Inoltre anche nella nuova “organizzazione” partita il 1° aprile (con delibera del Comitato di gestione n.51 del 29.12.2011) il nostro Ufficio viene indicato come di “medie” dimensioni (ovvero di secondo livello di posizione) quindi ancora in contrasto con la soluzione “originaria” proposta come se la DP di Rimini fosse di “grandi” dimensioni.

Si chiede, in ultima analisi, che, come previsto dalla stessa Direttiva, sia il Direttore Regionale, eventualmente, a classificare la nostra struttura come tale da consentire le aperture al pubblico con orario continuato.

Ma dato che la USB non vuole assolutamente avere un atteggiamento di indisponibilità preconcetta, e sempre ponendo come vincolo la consultazione dei lavoratori, propone di adottare un nuovo piano di orario di lavoro così strutturato.

orario di servizio:                         

dal lunedì al giovedì                       ore 7,45 - 18,15

            venerdì                                  ore 7,45 - 16,30       

orario di apertura al pubblico:  

mattina dal lunedì al venerdì        ore 8,30 - 12,30

pomeriggio    martedì                      ore 14,30 - 16,30    

giovedì:          continuato                ore 8,30 - 16,30

In questa maniera vengono confermati due punti della stessa Direttiva nazionale: l’erogazione dei servizi allo sportello non inferiore alle 26 ore settimanali e la possibilità di apertura degli sportelli, anche per una sola giornata settimanale, con orario continuato.

Orario di lavoro: tutti i dipendenti della DP di Rimini potranno indicare la propria preferenza per i 4 profili orari indicati dal CCNL, a prescindere dall’appartenenza ai singoli Uffici Territoriale o Controllo. E come previsto dalla stessa Direttiva nazionale sarà compito del Dirigente, eventualmente, in relazione alla necessità di servizio dei singoli dipendenti, verificare e accogliere o negare il profilo prescelto.

Flessibilità: lasciare immutata quella attuale: 60 minuti (tra entrata e uscita), data anche la particolare dislocazione dell’Ufficio servito malamente dai mezzi pubblici.

Pausa: dalle ore 12,45 alle ore 14,30 per una durata massima di 1 ora e 15 minuti. Dato che la pausa, da CCNL, non è esclusivamente utile per consumare un pasto, si chiede che il recupero per il completamento dell’orario di lavoro nel caso di pausa superiore ai 30 minuti sia consentito entro l’ultimo giorno del mese successivo.

È doveroso ripristinare le condizioni già concordate ai tavoli di trattativa della possibilità di riportare almeno a 3 ore il limite di ore eccedenti non classifiate(data anche la difficoltà di reperire fondi per il lavoro straordinario) e ancora a 3 ore per il mancato recupero nel mese successivi con la decurtazione della retribuzione.

Dato che l’orario di lavoro deve essere stabilito garantendo la più ampia condivisibilità, e visto che l’Agenzia ha interesse a un clima costruttivo di relazioni sindacali, siamo certi che la proposta USB così come strutturata possa essere accolta positivamente dalla Dirigenza locale.

Inoltre visto il carattere “sperimentale” del nuovo progetto si chiede un nuovo incontro tra la Dirigenza con le OO.SS e le RSU entro fine novembre per verificarne l’impatto sul Personale e sull’ utenza e poterne discutere ulteriori modifiche.

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