Entrate - Alla vostra età ancora a nascondino?

Roma -

Così sarebbe avvenuto in clandestinità, mentre ufficialmente la riunione era stata rinviata a data da destinarsi secondo quanto pubblicamente affermato dall'amministrazione per bocca del suo rappresentante, il "confronto" sulla riorganizzazione per la definizione di un accordo-quadro. Al buio, come se invece di portare chiarezza sul futuro di decine di migliaia di lavoratori si stesse ordendo un disegno alle loro spalle per raggirarli, tradirli, offenderli. La riunione, annunciata post mortem dal comunicato congiunto del gruppo CislUilSalfi, avrebbe stabilito che oggi non ci sono le condizioni per giungere alla definizione di un accordo nazionale sulla riorganizzazione.

 

Come potrebbero esserci, queste condizioni, con un tavolo così malmesso, così traballante, così poco rappresentativo da non potersi distinguere in taluni casi nemmeno se chi vi siede stia rappresentando l'amministrazione o i lavoratori. Ammesso che certi "dirigenti sindacali" sappiano ancora notare la differenza. E come si poteva arrivare a un accordo-quadro che portasse chiarezza, in questo processo che puzza sempre più d'imbroglio, se gli autorevoli convocati non hanno avuto nemmeno il coraggio di riunirsi pubblicamente quando avevano preso l'impegno di informare costantemente i lavoratori con una cronaca in tempo reale.

 

Quanto all'amministrazione, constatiamo una tale flessibilità di vedute e di intenti, che quello che si dice la mattina davanti a decine di testimoni viene cucinato a pranzo in salsa italiana per essere rimangiato nelle prime ore del pomeriggio. Vatti a fidare poi, se a questa allegra compagnia è data la possibilità di decidere del futuro di 35mila lavoratori del Fisco.

 

Di questi atti di presunzione, di questi calci alla democrazia sindacale, di questi voltafaccia, di questi doppiogiochismi, di questi doppipetti indossati la mattina dietro a una scrivania dirigenziale e al pomeriggio in nome e per conto dei lavoratori, ne abbiamo memoria e la storia del nostro paese ne è piena. Ne abbiamo anche piene le tasche. Se è una vendetta interna alla triplice, i lavoratori ne tireranno le somme. Se è un atto di forza della nuova classe dirigente (che si sente dominante) siamo pronti a rispondere con altrettanta forza.

 

Se è il nuovo corso delle relazioni sindacali, quello di fare trattative sindacali sotto il tavolo e non al tavolo, si annunciano tempi divertenti. E comunque sia, viene solo da dire "che amarezza"!

 

E se ancora avete un po' di rossore messo da parte, per le occasioni buone, tiratelo fuori. E per una volta, vergognatevi.

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