Entrate - Concorso per la III area: la soluzione a portata di mano (sempre che si voglia...)

Al MEF con un paio di decreti hanno risolto il problema dei vecchi concorsi-pasticcio

Roma -

Alzi la mano chi sa che fine ha fatto il concorso bandito un anno fa, a seguito di un accordo sottoscritto tre anni e mezzo fa, per avviare duemila passaggi dalla II alla III area all'Agenzia delle Entrate.

Quel concorso è finito nel porto delle nebbie, come quelle navi fantasma inghiottite nel nulla con tutti i passeggeri, che nel caso specifico sono tutti coloro che legittimamente aspirano ad approdare in III area dopo anni, se non decenni di servizio.

L'amministrazione per prima ha provato a usarlo per riparare agli errori del passato, ammettendo chi già si trovava in III area come ex B3 soprannumerario in base a un concorso bandito ai sensi dell'articolo 15 del CCNL Ministeri.

Si tratta di storie vecchie che tutti più o meno conoscono e la mossa dell'Agenzia, lungi dal risolvere i problemi dei lavoratori, tendeva a bloccare questo concorso sotto la minaccia di retrocessioni di massa.

L'amministrazione stessa non si è preoccupata dei B2 ricorrenti, che dopo due gradi di giudizio sono stati inquadrati in III area e non si è preoccupata di estendere gli effetti delle sentenze a chi non aveva fatto ricorso o a chi era materialmente nelle condizioni di essere inquadrato in III area.

Da una parte ha minacciato le retrocessioni e dall'altra ha fatto sudare sangue prima di inquadrare i ricorrenti.

Al MEF, dove la vicenda si è dipanata con le stesse modalità, le scelte e gli esiti sono stati differenti: gli effetti delle varie sentenze che hanno dato ragione ai ricorrenti sono stati estesi a tutti e nel frattempo gli ex B3 sono stati praticamente confermati in III area, com'è giusto che fosse.

Come mai l'Agenzia delle Entrate, organo tecnico sottoposto alla direzione politica del ministro Tremonti non vuole adottare scelte coerenti con quelle adottate dal MEF?

Aver bloccato la procedura in questione, tra l'altro, può esporla al gravissimo rischio che ai vincitori venga attribuito il solo inquadramento giuridico, per effetto delle norme contenute nella Legge n. 122/2010.

Certamente questa sarebbe una responsabilità ulteriore per l'amministrazione e per quei sindacati che hanno reso possibile questo enorme pasticcio.

Alcuni sindacati continuano ad annunciare sui comunicati e in assemblea lo sblocco imminente del concorso, forse per fare pubblicità agli illusori corsi di formazione che è possibile frequentare solo previo tesseramento.

Altri continuano a patrocinare ricorsi su ricorsi, alimentando quel moto perpetuo che ha reso impraticabile il diritto alla carriera.

Per taluni sindacati la filiera funziona così: prima ti creo il casino, poi ti dico che te lo risolvo, nel frattempo ne creo uno a qualcun altro a cui prometto di risolverlo poi... e così via.

Purtroppo per tenere in piedi questa filiera del caos servono anche lavoratori distratti o peggio rassegnati a questa “politica” sindacale.

E così, fra concorsi, corsi e ricorsi nessuno sa come affrontare la norma che congela gli aumenti fino al 01.01.2014.

Le recenti progressioni economiche sono al sicuro, ma quanto è al sicuro il concorso per i duemila passaggi in III area, che si poteva chiudere nel 2010 e invece si è perso nella nebbia?

A questo proposito, i lavoratori della II area pretendono notizie e soprattutto garanzie.

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