Entrate, Criticità fruizione e rinvio ferie 2020 al 30 aprile 2021

Roma -

Per il rivio delle ferie occorre rispettare la normativa vigente.

USB scrive al Capo Divisione e al Direttore Centrale delle Risorse Umane e Organizzazione e a tutte le Direzioni Regionali la seguente nota:

Con la presente la scrivente O.S. intende rappresentare ai vertici dell’Amministrazione le gravi criticità, riscontrate presso molti territori, in merito al tema del rinvio delle ferie anno 2020 al 30 aprile 2021.

Tale possibilità è prevista dal contratto di categoria, il CCNL 2016-2018 del Comparto Funzioni Centrali, all’art. 28, c.15, dove stabilisce che “In caso di motivate esigenze di carattere personale e compatibilmente con le esigenze di servizio, il dipendente dovrà fruire delle ferie residue al 31 dicembre entro il mese di aprile dell'anno successivo a quello di spettanza”. 

Ad integrazione della previsione contrattuale citata, vale la pena ricordare in questa sede la Nota nazionale prot. n. 0161735.14-04-2020-U della Divisione Risorse - Capo Divisione, con cuil’Amministrazione rispondeva a sollecito della nostra sigla e comunicava quanto segue: “Al riguardo, si precisa che il termine del 30 aprile previsto al comma 15 dellart. 28 del CCNL Funzioni centrali va riferito unicamente ai casi in cui il dipendente abbia chiesto, con formale istanza, il rinvio della fruizione delle ferie residue al 31 dicembre per motivi personali. Pertanto, in mancanza di formale richiesta da parte del lavoratore, il termine ultimo per la fruizione delle ferie pregresse è quello di cui al comma 14 dellart. 28 del CCNL Funzioni centrali, cioè il primo semestre dellanno successivo a quello di maturazione” (cit. lett.).

La Nota nazionale dell’Amministrazione chiariva pertanto la previsione di cui all’art. 28, c. 15, del contratto di categoria, prevedendo in senso estensivo la possibilità di rinvio delle ferie in corso al semestre successivo, limitandone il rinvio al 30 aprile ai soli casi di presentazione di istanza formale da parte del personale.

Sebbene il quadro delineato sia decisamente chiaro, capita che in molti uffici si stia assistendo a una gestione autoritativa dei piani ferie del personale e del rinvio dei giorni di ferie, con forzature interpretative in senso restrittivo dello stesso dettato contrattuale e scarsa attenzione alle esigenze dei colleghi in questa fase di grande incertezza.  

A scopo meramente esplicativo, riportiamo come in numerosi territori l’Amministrazione stia ponendo un limite arbitrario al numero di giorni di ferie rinviabili al 30 aprile 2021 (es. max 5, oppure 8, 10 ecc.), imponendo la fruizione di lunghi periodi di ferie entro il 31/12/2020, ignorando le motivazioni addotte dai colleghi per accedere alla possibilità del rinvio. In taluni casi si è addirittura assistito alla richiesta di dettagliare “bene” tali motivazioni personali, aprendo così la strada a valutazioni su ambiti che riguardano la sfera privata degli individui.

Ma non è tutto. Capita ancora che al personale non venga fornita alcuna motivazione a sostegno del diniego (o mancata autorizzazione) di rinviare i propri giorni al prossimo 30 aprile.  La situazione delineata è spesso gestita in assenza di disposizioni di servizio, lasciata a “direttive” informali impartite ai vari livelli della catena gerarchica, avulsa da chiare e tangibili esigenze di tipo istituzionale. Pertanto anche lo strumento del piano ferie non assolve alla sua ordinaria funzione di programmazione.

Il quadro così delineato, se da un lato evidenzia forzature interpretative del CCNL, dall’altro pone serie questioni di opportunità nell’approccio a quelle che sono le necessità manifestate dal personale. Riteniamo che mai come in questa fase emergenziale, caratterizzata da restrizioni (alla mobilità, agli scambi sociali, ecc.) e da forte incertezza nella gestione dei piani di vita personali e familiari, si debba tutelare in modo pieno il diritto dei dipendenti ad usufruire dell’istituto delle ferie secondo i propri bisogni. Sarebbe inoltre assurdo pensare che il recupero psicofisico dei dipendenti possa avvenire nella situazione siffatta.

Crediamo che un’indicazione nazionale in tal senso risponderebbe ad un criterio di buon senso, consentendo nel contempo di restare nell’ambito delle previsioni contrattuali attualizzandole alla luce della situazione in essere, senza tra l’altro inficiare l’ordinario svolgimento delle attività istituzionali.

In attesa di riscontro porgiamo cordiali saluti. 

Roma, 12 novembre 2020

USB P.I. - Agenzie Fiscali

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