Entrate, Fondo 2018 IMPANTANATO!

Roma -

“Per capire la nostra storia, bisogna farsi ad un tempo remoto …”, così iniziava la canzone della Genesi di Francesco Guccini.

Il tempo remoto nel caso nostro è quello della sottoscrizione del primo CCNL Funzioni Centrali in cui sono stati introdotti una serie di istituti peggiorativi che, come USB, siamo rimasti gli unici a combattere per anni, anche rinunciando alla rappresentatività ai tavoli di contrattazione a causa di una norma antidemocratica, anch’essa inserita in quel contratto.

E così il Fondo 2018 rimane impantanato perché quel contratto prevede che sia applicato l’articolo 78 il quale stabilisce che il premio individuale sia assegnato ai dipendenti “che conseguano le valutazioni più elevate, secondo quanto previsto dal sistema di valutazione dell’amministrazione” ricevendo “una maggiorazione del premio individuale … che si aggiunge alla quota di detto premio attribuita al personale valutato positivamente sulla base dei criteri selettivi. La misura di detta maggiorazione non potrà comunque essere inferiore al 30% del valore medio pro-capite dei premi attribuiti al personale valutato positivamente”.

Questo è il nocciolo della faccenda. Per distribuire la produttività occorre valutare il personale e differenziare i premi. Ma spiegare questa cosa in modo semplice e chiaro, non lo si può fare unitariamente con le altre organizzazioni sindacali perché quest’ultime hanno spinto con forza all’ARAN per inserire la valutazione anche nella produttività ed ora cercano di sostenere il contrario di ciò che hanno fortemente voluto.

Il 25 giugno, infatti, all’ennesimo incontro prefissato per cercare di far passare il nostro Fondo 2018, senza applicare l’odioso articolo 78, abbiamo dimostrato all’Amministrazione che sono anni che all’Agenzia delle Entrate differenziamo la produttività, anche individuale, in modo esagerato e che introdurre un'altra differenza del 30%, per di più con una valutazione individuale, sia non solo sbagliato ma dirompente. Non occorre, infatti, esasperare un clima già rovente a causa dell’arbitrio nell’attribuzione delle Poer (mentre per passare dalla II alla III area è necessario apposito concorso ed essere laureati) dei pressanti carichi di lavoro, delle insostenibili scadenze e di salari sempre più miseri, con spese aumentate dallo smart working “fai da te” con annessa soppressione dei buoni pasto.

Gli interventi per migliorare la produttività che attanaglia e stressa i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate sono tanti e li abbiamo presentati all’Agenzia ed elencati nel precedente comunicato del 10 giugno. Alcune correzioni sono state introdotte ma abbiamo chiesto all’Agenzia di avere più coraggio e di sottoscrivere un accordo che venga incontro alla necessità dei lavoratori che da troppo tempo subiscono storture, ingiustizie ed inaccettabili ritardi: stiamo infatti parlando di lavorazioni ed obbiettivi raggiunti 2 anni fa!

Per quanto concerne gli altri punti oggetto della trattativa, sembra possa trovare una soluzione positiva l'annosa questione del riconoscimento economico dell'attività esterna, scaturita da "nota sul MUV" del dicembre 2017. Come USB siamo gli unici a richiedere di rivedere il sistema distorto del calcolo dell’Obiettivo Monetario programmato su una pianta organica non aggiornata, di restringere le differenze dei parametri della produttività individuale portandoli da 1,2 - 1,7 a 1,4 - 1,7, di non applicare parametri differenziali alla produttività collettiva che attualmente vanno da 100 a 177 o almeno unificare quelli per la Prima e Seconda Area,di non pagare la doppia indennità alle Posizioni Organizzative, di eliminare l’odiosa previsione che esclude dal salario accessorio chi ha subito una sanzione disciplinare e di pagare la performance individuale anche a chi ha dovuto utilizzare le ferie solidali per accudire i figli.

Insomma abbiamo avanzato una serie di richieste puntuali, ma resta il nodo relativo all’applicazione dell’articolo 78 e, quindi, dell’introduzione della valutazione ex post, a distanza di due anni dall’effettuazione della prestazione lavorativa.

Per uscire dal pantano in fretta occorre agire subito coinvolgendo i vertici dell’Agenzia affinché si spendano, (basterebbe lo stesso impegno profuso per ottenere una legge ad hoc sulle POER …), per sbloccare la situazione a favore dei lavoratori, la cui pazienza è terminata.

Per questo abbiamo inviato una lettera coinvolgendo anche il Direttore dell’Agenzia affinché agisca rapidamente in questa direzione.

Non c’è più un minuto da perdere!

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