Entrate - Vertenza SAM, una trattativa verso il porto delle nebbie

Nazionale -

La vertenza SAM assume, con il passare delle settimane, contorni sempre più surreali.

L’ultima riunione, che ha avuto luogo lo scorso 12 giugno, ha fatto registrare un colpo di mano dell’amministrazione che è arrivata a proporre una bozza d’accordo che rappresenta un arretramento obiettivo rispetto a quella precedentemente sottoposta alle organizzazioni sindacali.

Una bozza che, pur con evidenti criticità che non abbiamo mancato di far rilevare, rappresentava comunque un avanzamento frutto di una forte mobilitazione unitaria delle lavoratrici e dei lavoratori, sia in termini di riconoscimento di un aumento dell’indennità di funzione, ferma al palo dai primi anni 2000, sia per quanto riguardava lo stop al tentativo di parte pubblica di imporre il frazionamento del turno di assistenza telefonica (previsto attualmente in due fasce orarie predefinite, dalle 9 alle 13 e dalle 13 alle 17) sulla base dei picchi di telefonate in entrata, con buona pace del tanto decantato benessere organizzativo ed in barba ad ogni più elementare principio di conciliazione vita-lavoro.  

Con un colpo di teatro, l’Amministrazione non soltanto fa rientrare il principio del frazionamento del turno dalla finestra, ma tenta di utilizzarlo come moneta di scambio per l’aumento di quell’indennità di funzione che assume sempre più le vesti di un’indennità di cuffia: non più remunerativa dello stress legato alla mansione ed alla turnazione connaturata all’attività delle SAM, ma un’indennità legata all’effettivo minutaggio in cuffia.

225 minuti collegati su 240 complessivi.

Questa la proposta dell’amministrazione per raggiungere i 25 euro complessivi giornalieri (15 di parte fissa, 10 euro parametrati all’effettivo minutaggio). Un cottimo istituzionalizzato, che non tiene conto delle problematiche tecniche con cui quotidianamente devono fare i conti lavoratrici e lavoratori, sia nell’accesso alle postazioni di lavoro, sia in fase di collegamento vero e proprio.

Ancor più grave se si pensa che la precedente versione della bozza prevedeva il raggiungimento dell’indennità massima giornaliera al raggiungimento dei 210 minuti di collegamento.

Appare evidente che questo colpo di mano delinea la volontà politica dell'Amministrazione a continuare a mantenere il personale delle SAM nello scomodo ruolo di punching-ball: a fronte di stress, carichi di lavoro sempre più pressanti, richiesta di professionalità sempre più elevata al punto tale da assumere i connotati di una consulenza che travalica la natura stessa dell’attività di assistenza telefonica, chi è in trincea riceve l’ennesima mortificazione da parte di chi sembrerebbe ancora una volta dare la sensazione di non conoscere la natura delle attività che si svolgono in una SAM.  

USB sosterrà e promuoverà con forza ogni mobilitazione che il personale delle SAM porterà avanti nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Perché solo con la lotta si potrà riuscire ad invertire l’inerzia di una trattativa che qualcuno tenta per l’ennesima volta di condurre verso il porto delle nebbie dei problemi da non risolvere.