ex Agenzia del Territorio - Indennità di sportello e Posizioni Organizzative

Roma -

Dentro una giornata caratterizzata dalla presentazione del piano di chiusura e accorpamento degli uffici dell'Agenzia delle Entrate (vedi nostro comunicato qui) c'è stato anche il tempo per la sottoscrizione di un accordo che prevede l'estensione delle indennità front office ai colleghi dell'ex Agenzia del Territorio che erogano servizi all'utenza.

 

Nel luglio 2014 avevamo sottoscritto un accordo analogo per i front office delle Entrate, dopo l'introduzione duramente osteggiata da USB, del nuovo orario di apertura degli sportelli di alcune aree metropolitane.

 

Con l'accordo di ieri si mette fine a una incomprensibile disparità di trattamento fra lavoratori ormai appartenenti alla stessa Agenzia e che svolgono analoghe funzioni di servizio ai cittadini.

 

Resta sul campo la questione della piena integrazione delle due amministrazioni, accorpate con un'operazione di pirateria aziendale dall'allora governo Monti, nel nome di una spending review che nel frattempo si è rivelata per quello che è: una gigantesca operazione di smantellamento dei servizi pubblici, fatta sulla pelle di lavoratori e cittadini.

 

Dopo due anni i nodi dell'accorpamento restano ancora da sciogliere come dimostra anche l'accordo sul FPS 2013 di settembre scorso che USB non ha sottoscritto anche per il rifiuto dell'amministrazione di affrontare le questioni che riguardano l'ex Agenzia del Territorio.

 

Su tutte, le modalità di attribuzione del salario accessorio fra i vari uffici, da rivedere perché pur piccoli scostamenti dagli obiettivi assegnati creano disuguaglianze fortissime fra i lavoratori. Ma anche la cervellotica frammentazione delle funzioni svolte dagli stessi lavoratori e remunerate con coefficienti diversi. Nel frattempo, altre magagne ci sono state segnalate dai lavoratori a dimostrazione del fatto che anziché rimandare le soluzioni ai problemi da noi segnalati, forse sarebbe stato il caso di risolverli subito. Subito, se qualcuno (Cgil, Cisl e Salfi) non avesse avuto fretta di firmare un accordo che tra l'altro certificava un taglio mostruoso del salario accessorio.

 

Ieri l'Agenzia ha preso atto di alcuni di questi problemi che riguardano soprattutto l'ambito dei servizi e che verranno corretti. Sempre nell'ambito della fusione fra Entrate ed ex Territorio l'Agenzia ha portato al tavolo una proposta per il riconoscimento di posizioni organizzative per i Conservatori. Quella delle posizioni organizzative sembra ormai diventata un'ossessione alla quale amministrazione e sindacati riescono a rispondere solo sacrificando il Fondo di tutti i lavoratori.

 

USB ha ribadito la sua netta contrarietà alla remunerazione di queste figure con risorse a carico del Fondo, risorse che casomai dovrebbero essere liberate per finanziare ulteriori progressioni economiche.

 

Il riconoscimento delle professionalità, soprattutto nella III area merita una risposta contrattuale stabile e non la replica in scala ridotta della stessa logica già ampiamente utilizzata per gli incarichi dirigenziali bocciati dalla Corte Costituzionale.

 

Continuiamo a ritenere che un'amministrazione solida debba riconoscere le professionalità acquisite in modo stabile e non sottoporle al ricatto del tempo e della perdita di retribuzione. La proposta dell'Agenzia inoltre procede a strappi riconoscendo solo le posizioni organizzative per alcune figure professionali (in questo caso gli ex Conservatori) senza dare risposte alle altre professionalità. Metodo sbagliato anche perché così si ipotecano risorse del Fondo senza avere un'idea dei costi complessivi che il Fondo sosterrà a regime, cioè quando la fusione sarà completata. Restiamo contrari a quell'istituto, al modo in cui viene remunerato e crediamo che la riapertura dei contratti debba essere l'occasione per rilanciare una proposta che soddisfi le aspettative delle numerose professionalità presenti nel comparto Agenzie Fiscali.

 

Retribuite possibilmente con risorse dell'Agenzia e non con i soldi di tutti i lavoratori. Resta poi un mistero come si possa chiedere al sindacato di avallare scelte di questo tipo, un minuto prima di portare al tavolo un gigantesco piano di chiusura (53 uffici), accorpamenti e razionalizzazione degli spazi di lavoro individuali, che costringerà migliaia di lavoratrici e lavoratori e milioni di utenti a sostenere altri sacrifici, logistici e ahinoi economici.

 

 

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