Incarichi dirigenziali e Passaggi di Fascia Economica

Roma -

La sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’incostituzionalità delle norme che hanno introdotto e reiterato gli incarichi dirigenziali sine titulo, è uno schiaffo ad un modello gestionale basato sull’arbitrio.

 


Mentre la stragrande maggioranza dei lavoratori veniva lasciato senza prospettive professionali e salariali, le scelte arbitrarie e fiduciarie dell’amministrazione si spiegavano a tutti i livelli: nell’attribuzione degli incarichi dirigenziali, nella proliferazione di incarichi di responsabilità e posizioni organizzative aumentati oltre ogni ragionevole esigenza organizzativa, persino in quel nel 10% di progressioni economiche individuate unilateralmente dai Direttori di turno.

 


Non ci scervelleremo ad immaginare fantasiose soluzioni che levino le castagne dal fuoco dell’Amministrazione: di questi atteggiamenti, purtroppo, ne abbiamo visti sin troppi, da parte di alcune OO.SS. che in questi anni hanno sparso a piene mani rassicurazioni nei confronti dei colleghi con incarichi dirigenziali e sono più volte giunti in soccorso all’Amministrazione.

 


Non sappiamo come andrà a finire e come si risolverà anche la spinosissima questione degli atti emessi dai dirigenti illegittimamente nominati, quello che ancora una volta vogliamo denunciare è il fallimento di un modello gestionale che ha creato un management privo di indipendenza ed autonomia mentre l’emergenza evasione fiscale richiederebbe anche una dirigenza autonoma e non ricattabile.

 


Non ci sono alternative, l’Amministrazione deve prendere atto di questo fallimento ed indire finalmente un concorso pubblico vero per dirigenti ove tutti possano concorrere a parità di condizioni: una strada obbligata per ridare credibilità ad un comparto ora messo a dura prova da queste scelte, ed anche una risposta dovuta verso tutti quei lavoratori della terza area le cui ambizioni e aspettative sono state frustrate da un meccanismo arbitrario e da cerchio magico.


La vicenda incarichi dirigenziali è solo la punta di un iceberg. Ciò che occorre smantellare è un intero sistema che ha sostituito i diritti con le logiche fiduciarie, riconoscimenti per pochi a scapito della maggioranza dei lavoratori.
Per fare questo occorre trovare soluzioni sindacali che affrontino nella sua interezza la questione dell’ordinamento professionale e costruiscano un sistema che garantisca prospettive a tutti: non ci stiamo inventando nulla, queste possibilità sono previste contrattualmente e sono state finora precluse proprio da precise scelte politiche compiute dall’Amministrazione e avallate dalle altre OO.SS..


Il primo banco di prova è rappresentato dalla riapertura del confronto sul tema delle progressioni economiche che abbiamo già sollecitato con una apposita richiesta inviata all’Amministrazione.
Non vorremmo che, terminata la sbornia elettorale, si spengano i riflettori su questo argomento. Noi non lo consentiremo!

 

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