Lazio - Entrate, Uffici Centrali: le disposizioni sulla fruizione dei pasti sono la tragica conseguenza del declino del servizio mensa

Roma -

LE DISPOSIZIONI SULLA FRUIZIONE DEI PASTI SONO LA TRAGICA CONSEGUENZA DEL DECLINO DEL SERVIZIO MENSA. USB CHIEDE L’IMMEDIATO RITIRO DELL’ASSURDA DISPOSIZIONE DELLA DC AMMINISTRAZIONE!

Era nell'aria il regalino di Natale e, appunto, venerdì 6 dicembre è arrivata la pasticciata regolamentazione della fruizione dei pasti nei locali aziendali e subito balzano agli occhi le macroscopiche contraddizioni della disposizione.

E' di tutta evidenza che il ricorso massiccio del personale ai servizi offerti da operatori della ristorazione commerciale presenti nella zona, anzichè rivolgersi al servizio mensa interno, è il risultato di un progressivo e costante peggioramento del servizio che si protrae ormai da lungo tempo.

Molteplici sono, infatti, i fattori di criticità non opportunamente gestiti, tra questi segnaliamo:

- il consistente aumento contrattuale dei prezzi al quale non è stato correlato alcun miglioramento qualitativo, frutto di un discutibile appalto del servizio;

- le insufficienti politiche di investimento su macchinari e impianti, senza le quali risulta assai difficile offrire servizi qualitativamente accettabili;

- la scarsa efficacia delle attività di monitoraggio e controllo sulla gestione del servizio che, se non adeguate, possono favorire il pericolo di inadempienze contrattuali.

Siamo fortemente preoccupati che il perdurare ormai cronico di tali fattori di criticità possa determinare per qualcuno le condizioni per mettere seriamente a rischio la permanenza delle mense aziendali, la cui buona gestione rappresenta un sicuro elemento di benessere organizzativo.

Ebbene, anzichè prendere coscienza delle grosse ed evidenti criticità e indirizzare le energie sulle cause che hanno generato il fenomeno di progressiva diserzione del personale dal servizio mensa, l'Agenzia ora non trova di meglio che intervenire sugli effetti, soprattutto di natura logistica, che impattano sui luoghi di transito e di consumo dei pasti da parte del personale.

Invece di disporre una semplice regolamentazione delle consegne per fascia oraria, sufficiente a porre rimedio a eventuali possibili situazioni di “traffico”, viene stabilito, invocando generiche e poco comprensibili “motivazioni connesse alla security e alla safety delle strutture”, che le consegne dei pasti forniti da operatori commerciali esterni “non potranno più avvenire ... negli atri di ingresso”; non essendovi, tra l’altro, alcun riferimento ai pasti ordinati e trasportati dal gestore del servizio mensa presso il compendio posto al civico 106, questa tipologia di pasti sembrerebbe però esclusa dal divieto.

Il secondo aspetto, forse ancor più rilevante e paradossale nelle sue conclusioni, riguarda il divieto di consumo del pasto nella postazione di lavoro. Per assicurare adeguati locali in cui il personale possa consumare i pasti l'Agenzia indica appositi spazi che, però, risultano essere insufficienti per dimensione e probabilmente inidonei sotto il profilo igienico sanitario ed alcuni dei quali privi di areazione, sporchi ed attualmente inagibili.

Le ragioni di sicurezza delle strutture, invocate per porre il divieto all'uso dell'atrio per la sosta e distribuzione dei pasti, in questo caso vengono bellamente disapplicate. Che dire, due pesi e due misure!

Forse qualcuno immagina che i lavoratori, a turno e in fila indiana, debbano adempiere a queste bizzarre disposizioni!

L’USB ha chiesto il ritiro della disposizione in argomento! Nessuno pensi di avviare eventuali procedimenti disciplinari per inosservanza delle prescrizioni ivi contenute!

USB Uffici Centrali

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