Lazio - Entrate, una guerra moderna

Roma -

Nei paesi cosiddetti civili la guerra non viene più combattuta con le armi e i proiettili, ma attraverso regolamenti, codici e statuti e, che lo si voglia credere o meno, in Italia si sta combattendo una guerra molto cruenta, che lascerà sconfitta sul terreno quel poco di giustizia ormai rimasta. È terminata sicuramente l’era in cui si poteva restare immobili ad osservare quello che accade, delegando qualcun altro a rappresentarci, ed è iniziato il tempo in cui bisogna difendere in prima persona i propri interessi scegliendo accuratamente i propri rappresentanti.

Venerdì 20 gennaio in DP I i lavoratori hanno perso un’altra battaglia; è stato infatti sottoscritto l’accordo sull’orario di lavoro e di apertura degli sportelli al pubblico per gli uffici territoriali.

La battaglia è stata combattuta dall’Amministrazione insieme ai soliti sindacati concertativi contro i lavoratori sostenuti dalla sola USB, attraverso una trattativa che definire schizofrenica è sicuramente un eufemismo.

Preliminarmente bisogna dire che l’Amministrazione ha tentato di attuare il nuovo orario attraverso la volontarietà dei lavoratori e non ha conseguito alcun risultato positivo, poi la RSU ha riunito in assemblea tutti i lavoratori degli uffici interessati alla modifica e all’unanimità i dipendenti si sono espressi contro la proposta dell’Amministrazione.

Tutto ciò da solo basterebbe a dichiarare cessato il tentativo della DR  Lazio.

Ma non contenti di ciò, hanno continuato nella trattativa, e la CISL, che timidamente aveva esordito affermando che senza volontarietà non si poteva applicare l’accordo nazionale, ha proposto di toglierla così si sarebbe risolto il problema; la UIL che non riconosceva la sovranità dell’assemblea dei lavoratori era pronta a  sottoscrivere tranquillamente l’accordo, il SALFI dichiarava che avrebbe voluto sottoscriverlo fin dal primo momento, la FLP nelle dichiarazioni di voto chiedeva dove si trovava e di che cosa si stesse discutendo, ma comunque firmava, la CGIL con un comportamento quantomeno strano, dopo aver presentato una propria proposta di revisione anche dell’orario di lavoro, recepita in gran parte dall’Amministrazione, misteriosamente  si defilava lasciando la RSU e la USB uniche a resistere all’Amministrazione.

È stato così firmato un accordo dove si aumenta a dismisura l’orario di apertura al pubblico degli sportelli, dando il potere alla direzione di stabilire le modalità di individuazione degli addetti; si riduce la flessibilità; si sposta obbligatoriamente la pausa pranzo; non si limita la durata del turno allo sportello alle consuete quattro ore; non si stabilizza lo stanziamento per il pagamento dell’indennità di rinuncia alla flessibilità oltre novembre di quest’anno.

Questa battaglia ci ha lasciato l’amara constatazione che a questi tavoli di trattativa gli unici interessi sono quelli di carattere personale, legati a semplici privilegi individuali, quali spostamenti  di sede senza essere legati a nessun progetto di mobilità o altro, ma ci ha lasciato anche la convinzione che i lavoratori non dimenticheranno e sapranno scegliere da questa e da altre esperienze i loro rappresentanti, e ne avranno la facoltà a breve il 5, 6 e 7 marzo alle elezioni RSU 2012.

Organizzati con la USB PI, candidati e sostieni le liste RSU della USB PI nel tuo ufficio.

Scarica il comunicato e l'accordo orario di lavoro in fondo alla pagina.


NdR: per un errore di impaginazione era stata associata al comunicato un'immagine che poteva indurre a una fuorviante individuazione dei soggetti firmatari. Nel provvedere alla sostituzione dell'immagine, ce ne scusiamo con gli interessati. (Roma, 1 febbraio 2012)

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