Lombardia - Dogane Monopoli, CORONAVIRSUS, USB scrive alla Direzione Regionale

Milano -

Gentile Direttore regionale Lombardia Dr.ssa M. Preiti,

la presente vuole rappresentare una prima ricognizione della situazione a 9 giorni di distanza dal D.L. n. 6 del 23/02/2020 (contenimento e gestione della emergenza epidemiologica da COVID-2019) e a 32 giorni dalle prime misure di contrasto dettate dalla Direzione Ufficio Logistica prot. 35636 del 30/01/2020, è appena il caso di ricordare che il virus impiega 14 di giorni per potersi meglio diffondere.

L’ascolto di diversi colleghi dai vari uffici della Lombardia ha consentito di raccogliere le seguenti informazioni, de relato, su taluni comportamenti assunti da parte di Dirigenti o Direttivi:

  • rispetto ai detergenti…affermazioni del tipo dove c’è il sapone può non esserci il disinfettante e viceversa, dimenticando che sia i detergenti, sia i disinfettanti devono necessariamente rispondere a precisi requisiti sanitari,
  • rispetto alla richiesta di barriere dei vetro…ma cosa vuoi tanto tra una settimana è finito tutto, dimenticando che alcune anomalie strutturali di talune postazioni di centralino/ingresso (ancorché di vetro) consentono il colloquio tra Pubblico e funzionari solo a distanza ravvicinata, assolutamente da ricordare che il coronavirus si diffonde da persone malate, o anche inconsapevolmente in incubazione, per via diretta (goccioline o secrezioni respiratorie e di saliva), per via indiretta (contatto con superfici o anche, per la fattispecie, con pratiche consegnate manualmente)    
  • rispetto alle mascherine e ai guanti, i colleghi in verifica talvolta hanno dovuto litigare per avere dei dispositivi …per toner, dimenticando che anche questi strumenti sanitari dovrebbero essere di categoria FFP2/FFP3 (peraltro con scadenze brevi rispetto all’uso); da raro a nessun dispositivo ai funzionari che  lavorano a stretto contatto con il Pubblico (come ad esempio anche per rilascio registri, licenze, rimborsi tassisti, etc.)  e che hanno una esposizione maggiore di contagio, da considerare, a quel che attualmente risulta, che in nessun caso è stata ridotta fattualmente l’affluenza del Pubblico ai relativi servizi, se non solo sulla carta come mera indicazione,  
  • rispetto ai disinfettanti che, in alcuni casi e quando presenti, recano date di notevole scadenza temporale,
  • rispetto alla richiesta di adozione di migliori strumenti in applicazione della Sicurezza, spesso affrontati con apostrofazioni del tipo ma tanto a casa tua non li pretenderesti, dimenticando che nei luoghi di lavoro il datore è il soggetto su cui grava la responsabilità di tutto quanto concerne Igiene e Sicurezza, di contro, per i lavoratori sussiste una sorta di “posizione di garanzia” per effetto della quale è giusto esigere standard di sicurezza idonei e adeguatamente elevati, in relazione al possibile danno a fronte del rischio che si corre,
  • rispetto ad alcuni incontri che hanno avuto luogo nei giorni scorsi…dove qualche dirigente si è permesso di redarguire, con toni inurbani e chiedendone l’allontanamento, a lavoratori che segnalavano malfunzionamenti di rifornimenti da parte della Amministrazione poiché…non si era all’interno di uno sfogatoio, invece di apprezzare il focus su un aspetto di vulnerabilità del “sistema” sul quale poter intervenire in termini di efficientamento.

Nessuno vuole fare inutili allarmismi, ma neppure si possono banalizzare gli strumenti da mettere in campo per il contenimento del coronavirus che, ad oggi e nella maggior parte dei casi, paiono non idonei, quando presenti.

Resta comunque la sensazione, rispetto ad alcuni pareri raccolti, di una Amministrazione volta ad assicurarsi più un adempimento formale delle istruzioni generali ricevute, piuttosto che un adempimento sostanziale.

Da ultimo, si ritiene che, poiché la scrivente O.S. è organizzazione maggiormente rappresentativa, come previsto dall’art. 43 del D.L.vo 165/2001, l’informazione e la partecipazione in materia di Sicurezza, in occasione di tavoli sindacali sulla attuale specifica emergenza sanitaria mondiale, sia una propria legittima prerogativa in sede di chiarimenti/illustrazioni in incontri sindacali, giacché la materia di Igiene e Sicurezza non può, e non potrà mai, essere materia di contrattazione, evidenziando, ad adiuvandum, che la tutela dalla Salute della persona ha rango di garanzia costituzionale sancita dall’art. articolo 32 (La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività…)

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