Piemonte – Entrate, incontro in DPI del 15/07/2021: “Lavorazioni degli Uffici Territoriali alle Aree Controllo”

Roma -

A seguito delle richieste di RSU e USB nel pomeriggio del 15 luglio  si è tenuto un incontro presso la Direzione Provinciale I di Torino, sul tema dello “spostamento di lavorazioni dagli Uffici Territoriali alle Aree dell’Ufficio Controlli”.  Ve ne proponiamo un resoconto.

Nel corso della riunione abbiamo ritenuto opportuno inquadrare il tema all’interno del più generale contesto di riassetto organizzativo,  tenendo conto delle contingenti scelte di natura politica adottate dall’Agenzia.

Se da un lato gli UT.TT. soffrono di una critica carenza di personale, innescata dal piano pensionamenti tuttora in atto e dall’assenza di adeguati piani assunzionali, dall’altro lato sembra prefigurarsi all’orizzonte la volontà di ridimensionare la funzione di controllo sinora assolta dall’Agenzia.  

In molte Direzioni Provinciali (in Italia) stiamo assistendo a vere e proprie riorganizzazioni degli Uffici, attuate a volte mediante massivi trasferimenti di personale dall’Ufficio Controlli agli Uffici Territoriali, a volte attraverso gli strumenti della condivisione o del distacco, o nel caso della DPI mediante lo spostamento di lavorazioni dagli Uffici Territoriali alle Aree Controllo (salvo alcuni spostamenti effettuati ad inizio anno).

Se nella prima parte dell’anno, per obiettivi di politica fiscale e a causa della carenza di personale presso gli UU.TT., si è proceduto alla prioritaria lavorazione dei rimborsi selezionando personale inquadrato nelle Aree Controllo, in questa fase alcune scelte risultano invece dettate dall’occorrenza di dare attuazione alla circolare n. 4/E (recante “Indirizzi operativi e linee guida sulla prevenzione e contrasto all’evasione fiscale”) che nei fatti riduce sensibilmente il budget degli Uffici Controlli per l’anno in corso.  

Per quanto riguarda la DPI di Torino, come USB riteniamo che alla scelta di spostare lavorazioni degli UU.TT. verso le Aree Controllo (senza spostare il personale) corrisponda, al momento, un giusto principio di cautela, teso a salvaguardare le professionalità acquisite dai Colleghi dei Controlli e al contempo supportare le attività degli Uffici Territoriali. Nonostante ciò, siamo tuttavia consapevoli che le dinamiche innescate dalla carenza di personale presso gli UU.TT. (unitamente alla contrazione dell’attività di controllo, su cui c’è incertezza per il futuro) siano destinate a cronicizzarsi. Il piano del fabbisogno di personale 2020-2022, stabilito a livello centrale dall’Agenzia, non copre difatti le fuoriuscite di personale previste per lo stesso triennio (tra le 5.000 e le 6.000 unità). Per le ragioni appena esposte, tenuto conto di quanto accaduto in altre realtà italiane, non possiamo quindi escludere altri scenari organizzativi per il futuro.
 
Ed è appunto per tale motivo che abbiamo chiesto alla Direzione della DPI delle rassicurazioni per il personale dell’Ufficio Controlli attualmente coinvolto nelle lavorazioni degli Uffici Territoriali, credendo che l’assegnazione di tali attività non possa costituire la pre-condizione per una loro eventuale riassegnazione agli UU.TT. Abbiamo quindi chiesto alla Direzione, qualora gli scenari futuri dovessero imporre spostamenti di personale, di convocare preliminarmente le OO.SS. e le RSU per un Tavolo di confronto sui criteri, senza procedere ad atti unilaterali in materia.

Nel caso in cui, invece, si dovesse continuare anche l’anno prossimo con le attuali modalità (lavorazioni UU.TT. ai Controlli), riteniamo opportuno procedere secondo principi di rotazione, salvo individuare la presenza di volontari.
 
Tali richieste, seppur rivolte al futuro,  risultano motivate da timori legittimi del personale. Difatti al di là di alcuni sondaggi effettuati dalla DPI, all’interno delle Aree Controllo non è stata posta in essere un’adeguata ricognizione per individuare i Colleghi che avrebbero dovuto occuparsi di rimborsi o di altre attività. Scelte autoritative mai motivate in alcuni casi, effettuate  senza il coinvolgimento del personale e che, secondo noi, non apportano nulla di positivo sul piano del clima interno e nello stimolare il senso di appartenenza alla struttura.  Abbiamo sottolineato come l’assenza di dialogo possa portare a risultati paradossali, con riferimento, ad esempio, a colleghi che nel corso di sei mesi hanno cambiato sede geografica, sono stati individuati per lavorazioni territoriali e adesso cambiano anche area. Come interpretare soluzioni di questo genere?

Nella sua risposta l’Amministrazione si è trincerata dietro la propria autonomia organizzativa, comunicando la propria indisponibilità a prendere impegni per il futuro, in relazione alle richieste sui principi di rotazione e di convocazione preventiva.
Su tale punto abbiamo ribadito il nostro appoggio alle posizioni RSU, ritenendo fondamentale il coinvolgimento del personale nei processi di riorganizzazione, soprattutto in questa difficile fase.

Il confronto è quindi proseguito su altri aspetti connessi.

In primo luogo l’Amministrazione è stata sollecitata ad adottare un adeguato piano formativo specialistico per i Colleghi. Poiché l’attività e i servizi forniti dagli Uffici Territoriali sono molteplici, come USB crediamo che ogni improvvisazione vada evitata a tutela del personale.

Abbiamo quindi dichiarato la nostra contrarietà all’attribuzione di eventuali deleghe di firma al personale temporaneamente impegnato nelle citate lavorazioni, tenuto conto dell’assenza di background lavorativo/formativo specifico. In tali condizioni sarebbe assurdo anche solo ipotizzare che un Collega possa iniziare un procedimento, siglare l’atto di provvedimento, senza il vaglio di controllo del superiore gerarchico.

Si è poi discusso dell’attribuzione dei processi lavorativi in A.R.I.A.,  l’applicativo attraverso il quale si individua la percentuale delle lavorazioni assegnata ai diversi processi lavorativi: tale assegnazione impatta sulla corresponsione della produttività individuale che, come è noto, collega i processi ad un determinato coefficiente. I mutamenti nella codifica dei processi lavorativi non sono stati tuttavia comunicati ai lavoratori al fine di verificarne la corrispondenza con le lavorazioni da svolgere. Pertanto si  invitano i Colleghi a controllare i propri prospetti e, qualora riscontrassero disallineamenti tra tali processi e le lavorazioni effettivamente svolte, a segnalarlo per iscritto al Dirigente in modo da correggere le anomalie. Si precisa che tali aggiustamenti possono essere richiesti anche a consuntivo, poiché al momento le attribuzioni devono essere considerate come indicative.

L’Amministrazione ha infine comunicato che i Colleghi individuati per la lavorazione dei rimborsi, una volta terminate le lavorazioni assegnate con disposizione di servizio, dovranno tornare a pieno carico presso le strutture di origine.

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Come USB non possiamo non sottolineare che oggi, come non mai, il personale si trova ad affrontare difficoltà inedite, dovute non solo alla pandemia, ma anche e soprattutto a scelte organizzative discutibili e al mancato investimento in un settore chiave della Pubblica Amministrazione. In particolare crediamo che i problemi strutturali di cui soffrono gli Uffici Territoriali non possano continuare ad essere affrontati con soluzioni tampone, ma necessitino di nuove assunzioni, valorizzazione del personale già in organico e idee chiare dal punto di vista organizzativo. Allo stesso modo crediamo che la lotta all’evasione debba restare al centro degli obiettivi istituzionali.

Vi terremo aggiornati sui prossimi incontri in DPI e Vi invitiamo a inviarci segnalazioni riguardanti le Vs. Aree o UU.TT. di appartenenza. Sarà infatti solo la partecipazione attiva di Colleghe e Colleghi che potrà dare forza necessaria all’attività sindacale  per poter incidere.

USB - Agenzie Fiscali Piemonte

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