PRETENDIAMO che la mobilità torni ad essere un diritto
In merito alla mobilità nazionale USB ha già evidenziato, nel comunicato del 2 aprile 2026, la possibilità di ampliamento dei trasferimenti in base ai dati dei posti lasciati liberi da chi ha cambiato regione di lavoro, per almeno altre 299 unità di personale, dimostrando - numeri alla mano - che con uno sforzo limitato è possibile soddisfare tutte le 421 domande rimaste in attesa.
Sempre in tema di mobilità non bisogna dimenticare anche chi chiede di spostarsi per assistere familiari gravemente ammalati, così come previsto dalla legge 104/92, già oggetto del nostro comunicato del 21 maggio 2026, che ha messo in evidenza numeri e scelte dell’Agenzia che non trovano alcuna giustificazione né organizzativa né, soprattutto, umana.
Dietro quei numeri ci sono persone.
Ci sono lavoratrici e lavoratori costretti a vivere lontani dai propri cari, spesso anziani o gravemente malati, che avrebbero bisogno della loro presenza quotidiana.
La lontananza non è un dettaglio, specie in un paese dove per la progressiva riduzione del welfare l'assistenza ricade inevitabilmente sui familiari: una realtà che nessuna organizzazione del lavoro dovrebbe ignorare.
Eppure, a fronte di un organico ampio e in crescita e di un numero contenuto di istanze da soddisfare, l’Amministrazione continua a mantenere una linea restrittiva, lasciando senza risposta centinaia di richieste e comprimendo un diritto che la legge riconosce in modo chiaro.
A ciò si aggiunge un elemento che USB ritiene fondamentale: il mancato riconoscimento della mobilità per i beneficiari della legge 104/92 non produce effetti solo sulle singole persone coinvolte, ma distorce l’intero sistema degli istituti organizzativi.
Negare o limitare questi trasferimenti significa infatti riversare il bisogno di tutela su altri strumenti - mobilità interna, coworking, lavoro agile, smart working in deroga - snaturandone la funzione e generando ulteriori rigidità e disparità di trattamento.
Riconoscere pienamente il diritto alla mobilità per assistenza ai sensi della 104/92 significa invece ristabilire equilibrio e coerenza, permettendo a ciascun istituto di svolgere la propria funzione.
Per USB questa non è più una questione rinviabile.
Nell’incontro già fissato per il 23 giugno con il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, porteremo con forza questa emergenza.
Non si tratta solo di organizzazione del lavoro.
Si tratta di dignità, di diritti, di vita reale.
Pretendiamo più DIRITTI sulla mobilità, più spazi, più risorse.