Produttività e Surroghe: la coerenza delle idee!

Agenzia del Territorio: considerazioni a margine delle trattative su salario di produttività e decentramento

Roma -

Nella giornata di mercoledì all’Agenzia del Territorio si è conclusa la trattativa relativamente alla costituzione e ripartizione dei Fondi 2006 e alla ripartizione del premio di produzione degli uffici sempre per l’anno 2006. Non abbiamo sottoscritto nessuno dei tre accordi per i motivi già spiegati precedentemente, visto che le nostre proposte sono state completamente ignorate. Non abbiamo condiviso la percentuale assegnata ai Dirigenti così come non abbiamo avuto risposte relativamente alla quantificazione dei soldi decurtati ai lavoratori per la malattia, e alla quantificazione dei sicuri risparmi che, a causa dei pensionamenti, si realizzeranno sulla quota di salario accessorio stabilizzata. Siamo certi che il fondo a disposizione dei Lavoratori sia più consistente!

 

Non abbiamo poi condiviso la ripartizione del premio di produzione perché anche per il 2006 sono stati cambiati i parametri ed i criteri di calcolo a posteriori; anzi quest’anno si è fatto di più perché gli uffici saranno pagati sulla base di ogni singolo parametro. Non ci si è voluti spingere cioè, a fare una sintesi che potesse dare un quadro oggettivo della situazione, riferito all'"azienda" Territorio nel suo insieme. Avevamo auspicato quell'ulteriore passo in avanti, rispetto all'anno precedente, ma non c'è stato il coraggio di osare. Nel 2005 infatti, avevamo sottoscritto l’accordo sulla produttività non solo perché la scelta dei parametri era più equilibrata e creava meno sperequazioni tra gli uffici, ma soprattutto perché ci sembrava che quella scelta aprisse la strada ad un modo più giusto di avvicinarsi al concetto di produzione negli  uffici dell’amministrazione pubblica. In quegli uffici si “produce” un servizio che, deve avere una forte connotazione qualitativa, ma non solo: deve, a nostro avviso, essere un servizio che, in quanto fornito dallo Stato, dallo Stato deve essere garantito.

 

Se, infatti ci opponiamo a qualsiasi forma di esternalizzazione del nostro lavoro, non è solo per difendere i nostri posti di lavoro. Con questa opposizione intendiamo difendere soprattutto la nostra funzione che è - e deve rimanere - una funzione dello Stato. Questa è la sola possibile garanzia di equità per i cittadini. Non si può quindi svilire la produttività dei nostri uffici, che peraltro cresce ogni anno del 10%, riducendola a mero conteggio di “cose prodotte”: essere Stato e fornire un servizio pubblico al cittadino è ben altra cosa! E invece si continua a ad accontentare chi deve essere accontentato; si cambiano sistematicamente i criteri a giochi fatti; si tenta poi di assumere un contegno aziendalistico, introducendo (sempre a giochi fatti) le norme restrittive che, come per il 2006, penalizzano i Lavoratori. Ne è un esempio la parte di accordo che esclude dal computo tutte le assenze per malattia (superiori ed inferiori ai 15 giorni), tranne quelle per le cure salvavita.

 

Perché introdurre regole restrittive a posteriori e poi rifiutarsi di introdurre una norma pro-Lavoratori (quella di pagare la produttività su un criterio di indennità di area) con il pretesto che non si possono introdurre regole a posteriori??? E poi, quanto è lesiva del diritto alla riservatezza la regola di dover certificare la sottoposizione a cure salvavita per evitare il taglio del salario di produttività? In questo senso ci stiamo informando presso il Garante della privacy. Ma in ogni caso resta la domanda: è eticamente accettabile?

 

La riunione è poi proseguita con la concertazione, da noi richiesta, sulla questione delle “surroghe”. L’Amministrazione non solo ha ribadito la volontà, soprattutto per alcune regioni e comunque dovunque se ne verificasse l’esigenza, di incaricare entità esterne a svolgere il lavoro relativo al comma 336 art. 1 L. 311/04, ma ci ha anche informato che intende agire allo stesso modo per molte delle altre attività incoerenti che le varie Finanziarie ci hanno assegnato. La motivazione risiederebbe nella stretta tempistica di lavorazione che la legge impone all’Agenzia per portare a termine i lavori medesimi.

 

Noi crediamo che non si debba mai esternalizzare, anche quando questa soluzione sembra l'ultima spiaggia. Come abbiamo già detto, la Costituzione affida allo Stato, quindi a noi, una funzione che non può essere delegata a terzi, senza la perdita delle condizioni di equità fiscale che garantiscono tutti i cittadini.

 

Che ne sarebbe della delega di funzioni al Collegio dei Geometri, che agirebbe nella insolita veste di controllato e di controllore? Come si può combattere seriamente l'evasione fiscale nel settore immobiliare, affidando a un organo palesemente in contrasto di interessi, quelle funzioni prima svolte da pubblici dipendenti? E infine, come può essere lasciata nelle mani di ogni singolo Direttore Regionale, l'eventuale decisione di esternalizzare quelle funzioni?

 

Non ci sentiamo per nulla tutelati, da una possibile quanto improponibile trattativa con le OO.SS. sul tavolo regionale, così come altre sigle hanno proposto, perché riteniamo l’argomento troppo delicato per essere affrontato a livelli diversi da quello nazionale. Anzi abbiamo chiesto che  la “cabina di regia” rifletta sulla possibilità di un rinvio dei termini, posti per gli obblighi che la legge in questione ci impone. Occorre dare maggior respiro all’Agenzia del Territorio e realizzare quella sinergia tra gli Enti coinvolti, che da sempre auspichiamo.

 

Abbiamo comunque ottenuto l'inserimento nell'ordine del giorno della riunione del prossimo 20 giugno della seguente voce: “Verbale di concertazione sulle attività in surroga, ai sensi del comma 336, dell’art. 1 della Legge n. 311/2004 (Finanziaria 2005)”.

 

Ci batteremo affinché giusti criteri vengano applicati a giuste scelte: nessuna esternalizzazione, nessuna rinuncia ai nostri impegni lavorativi, solo la reale possibilità di essere noi a esercitare le nostre funzioni!

 

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