Sicilia – Entrate, Coronavirus: ma perché non si fanno gli accordi sulla sicurezza nelle DP?

Palermo -

Dopo l’ultimo incontro del tavolo permanente in Direzione Regionale dello scorso 22 maggio di cui troverete qui le posizioni e le proposte espresse da USB qui

https://agenziefiscali.usb.it/leggi-notizia/sicilia-entrate-covid-19-tavolo-permanente-in-direzione-regionale-per-dirla-alla-rino-gaetano-ci-sia-consentito-dire-1655.html

si è passati agli incontri nelle singole DP.

In tutti gli incontri fatti, USB ha chiesto la presenza del medico competente e la stipulazione di accordi decentrati avanzando volta per volta delle proposte formali. Eccezion fatta per Caltanissetta e per un’unica sigla, in nessuna DP, nessuna organizzazione sindacale ha ritenuto di voler dare impulso e procedere con accordi decentrati sulla sicurezza.

Ciò sebbene tale prerogativa sia:

  1. esplicitamente prevista dai protocolli e accordi nazionali firmato dalla Direzione Centrale e dalle Organizzazioni Sindacali lo scorso 30 aprile e lo scorso 3 maggio;
  2. Esplicitamente prevista dall’art. 7 comma 6 lettera J del contratto collettivo nazionale, in particolare “le misure concernenti la salute e sicurezza del lavoro”;
  3. Richiamata dalle linee guida INAIL ove è previsto “l’imprescindibile coinvolgimento del medico competente e degli RLS nel coadiuvare il datore di lavoro in un puntuale monitoraggio dell’attuazione attenta e responsabile delle suddette misure “
  4. estremamente importante perché prevede il coinvolgimento Direttore nella sua qualità di datore di lavoro, il medico competente, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i rappresentanti sicurezza e prevenzione e le RSU elette negli Uffici.

A ciò si aggiunga che il livello territoriale, che in alcun modo può essere compresso o limitarsi ad una supina accettazione delle misure adottate a livello centrale e regionale, è insito dello stesso obbligo di aggiornamento del Documento Valutazione dei rischi.

Una marea di convocazioni, dove i Direttori hanno fornito informative ma dove non si è aperta alcuna reale contrattazione e non si è proceduto ad accordi che vincolassero i Direttori, che si ricorda rispondono in qualità di datori di lavoro ai sensi del Decreto Legislativo 81/2008, a impegni precisi.

USB ha mantenuto una linea coerente, un filo unico che parte da Roma, passa da Palermo e arriva nelle DP della Sicilia: alla faccia di chi ci ha definito come il sindacato che dice sempre NO abbiamo detto e continueremo a dire la nostra pretendendo la piena applicazione delle leggi, che in questi mesi si sono andate a sommare alle norme preesistenti in materia di sicurezza. Così come fatto nella fase dell’esplosione pandemica, dove USB ha lottato per la piena applicazione dei Decreti (uno su tutti lo smart working come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa) adesso è necessario non abbassare in alcun modo la guardia: non ci si può permettere alcun margine di errore o sottovalutazione dei rischi.

Le proposte di USB partono da una premessa di diritto relativa a questa fase e in controtendenza con le pressioni alle riaperture, spesso e volentieri condite da campagne mediatiche o dei professoroni di brunettiana memoria.

Il Decreto Rilancio conferma il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa, adeguando i rientri in presenza alla graduale riapertura delle attività produttive e alle disposizioni emanate dalle autorità sanitarie, confermando, dunque, un approccio di massima prudenza finalizzato a garantire il più possibile la salute della collettività.

In particolare, USB ha chiesto, reclamando il pieno coinvolgimento di tutti i soggetti competenti sulla base delle linee guida INAIL, piena attuazione di ogni punto del protocollo nazionale, quali:

 

  1. Il divieto di svolgimento di lavorazioni in presenza per coloro che sono affetti da particolari patologie a rischio e per i conviventi con tali soggetti o con ultraottantenni e convolgimento immediato del medico competente;
  2. L’obbligo di dotare tutto il personale di mascherina chirurgica e di guanti monouso, con formalizzazione consegna preventiva; 
  3. L’obbligo per tutto il personale di utilizzo delle mascherine chirurgiche durante gli spostamenti all’interno della sede ed in presenza di altre persone; 
  4. L’obbligo di pulizia giornaliera e di sanificazione periodica, anche degli impianti di condizionamento;
  5. L’obbligo di indossare dispositivi di protezione per utenti e fornitori.

 

Questo in ossequio al protocollo nazionale. Ma USB, in Sicilia come in altre regioni d’Italia, non si è fermata a questo. Ha ampliato e osato andare oltre.

Ha presentato, chiedendo sempre agli incontri la presenza del medico competente, una serie di proposte aggiuntive per le DP e riguardanti misure a carattere preventivo, organizzativo e all’insegna del distanziamento interno negli uffici.

Ovvero:

1) tamponi e test sierologici a tutti i dipendenti ed ai loro familiari per i casi di sintomatologia riconducibili al Covid 19;

2) presenza in Ufficio per svolgere attività indifferibili da rendere in presenza, per una durata massima di 4 ore e per al massimo un giorno alla settimana;

3) Previsione di una stanza di isolamento in caso di insorgenza temperatura superiore a 37, 5;

4) massimo un Lavoratore per ogni stanza o ogni 30 mq (in caso di open space); 

5) presenza massima di non più di un quinto dei lavoratori in organico;

6) turni comunicati ai lavoratori, OO.SS. e RSU con una settimana di anticipo;

7) turnazioni con flessibilità in ingresso e in uscita;

8) sanificazione periodica sia dei locali che degli impianti di climatizzazione, di cui ha evidenziato la forte criticità (e il conseguente divieto di utilizzo) ove sussista la funzione ricircolo dell’aria;

9) sospensione delle attività esterne di ogni genere e tipo;

10) ricezione del pubblico ridotta e limitata a giornate ed orari specificamente individuati, solo ed unicamente su appuntamento;

11) previsione, per gli addetti al front office, di pause obbligatorie di 15 minuti ogni ora in un locale in cui possano togliersi la mascherina; 

12) particolare attenzione nell’esonero dai turni e nell’ agevolare i rientri per coloro che sono gravati da attività di cura dei figli minori o si avvalgono dei mezzi di trasporto pubblici;

13) Sopralluoghi dei rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori da considerarsi quali attività di servizio e non permessi ex. art. 50 decreto legislativo 81/2008.

A margine delle proposte e alla luce dell’allegato all’incontro del 22 maggio in Direzione Regionale, USB in ogni occasione di incontro ha sempre espresso ferma contrarietà a forme di autocertificazione concernenti lo stato di salute, chiesto la rilevazione dei fabbisogni informatici e telefonici e approfondito i nodi legati al diritto alla disconnessione e alla sicurezza digitale.

Possiamo dire che in Sicilia si è persa una grande occasione: tramite una dialettica sindacale contrattuale vera, che non si limita a prendere atto ma ha il coraggio di criticare, verificare e rilanciare si sarebbe potuto non solo puntare ad aumentare ulteriormente le misure di sicurezza, ma magari mirare a risolvere problemi atavici legati agli impianti di condizionamento e allo stato di pulizia degli Uffici.

Si fa un gran parlare di ritorno alla normalità, ma siamo sicuri che questa normalità sia la cosa giusta? Siamo sicuri che il COVID 19 non avrebbe potuto essere un’occasione irripetibile, quasi sistemica, per cercare di cambiare quello che già non funzionava? Il tutto considerando anche la progressiva e costante pressione alle riaperture (su cui spesso e volentieri i sindacati presenti ai tavoli hanno mostrato assenso), gli attacchi a mezzo stampa e l’emorragia passata, presente e futura di personale. Riaperture su cui USB aveva visto giusto, mettendosi di traverso alla pax sindacale sin dallo scorso 22 maggio e che oggi si stanno tramutando anche in compressioni dello stesso diritto alle ferie.

Nel frattempo USB ha sia voluto sentire la voce delle lavoratrici e dei lavoratori, organizzando un’Assemblea regionale dalla quale sono emerse molteplici criticità legate allo smart working, al diritto alla disconnessione e alla gestione non sempre rispettosa delle relazioni umane e lavorative da parte di alcune POER

https://agenziefiscali.usb.it/leggi-notizia/sicilia-agenzie-fiscali-unassemblea-per-ricostruire-i-nessi-di-confronto-spezzati-dal-lavoro-agile-il-contributo-collettivo-venuto-fuori-dalla-discussione-0937.html

che chiesto i dati per il front office, visto il serissimo rischio che si verifichi un vero e proprio cortocircuito dei numeri.

https://agenziefiscali.usb.it/leggi-notizia/sicilia-entrate-riaperture-e-rischio-corto-circuito-agli-sportelli-1558.html.

Da oggi, in Sicilia, nessuno può dire che USB sa solo dire no! Come diceva qualcuno “le uniche battaglie che si è sicuri di perdere sono quelle che si decide di non combattere”.

USB Agenzie Fiscali Sicilia

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