Sicilia - Entrate, Coronavirus: quello che è uscito dalla porta con i Decreti non rientri dalla finestra con le Direttive

Catania -

Sono settimane ormai che come organizzazione sindacale pensiamo che dentro l’Agenzie delle Entrate ci sia un serio problema di gerarchia delle fonti di legge. Non si spiegherebbe altrimenti la direttiva della Direzione Centrale emanata ieri, grazie alla quale si è rischiato di avere il record dell’abracadabra dentro un’Amministrazione pubblica: l’allegato di un DPCM emanato con una ratio di chiusura per le attività produttive e commerciali (!) utilizzato per aumentare i motivi di riapertura e rientro per gli Uffici pubblici ( per i quali è prevista una disciplina specifica nel Decreto legge 18/2020 e prima ancora nel DPCM 11 marzo e nella Direttiva Funzione pubblica 2/2020).

Fortunatamente Ruffini ha spintaneamente (gli sono arrivate le diffide) corretto il tiro ma il tentativo fatto non può che creare un SOS, visto anche il continuo rimando alle singole Direzioni Regionali e provinciali. Insomma il famoso federalismo delle attività indifferibili che risorge nonostante le sospensioni di legge…

Per queste ragioni, USB Sicilia ha subito riequilibrato il quadro di riferimento anche a livello territoriale e mandato alle DP siciliane e alla DR Sicilia non solo la direttiva di chiarimento, ma anche la diffida trasmessa a Ruffini a livello centrale con tutte le ragioni di diritto nonché visto l'indebito e ultroneo riferimento alla legge 146/90 sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, anche la diffida trasmessa ieri, 24 marzo, a tutti i Prefetti della Sicilia in tema di attività connesse ai servizi essenziali.

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