Territorio - Carriere, 140 passaggi in III area: bastano?

RdB chiede di aumentare i posti per i passaggi in III area e un impegno per la stabilizzazione

Roma -

È iniziato all’Agenzia del Territorio il confronto per stabilire i parametri per bandire il concorso interno a 140 posti  per il passaggio in  terza area. L’Amministrazione ha aperto l’incontro leggendo un comunicato della Funzione Pubblica in cui si chiedeva di applicare da subito i criteri della controriforma della Pubblica Amministrazione. Abbiamo immediatamente ricordato che il decreto 150/2009 modifica i contratti di lavoro vigenti solo a partire dal 1 gennaio 2011 ed essendo tali concorsi autorizzati addirittura nel 2009 è illegittimo applicare le norme “brunettiane” che prevedono concorsi pubblici con riserva di posti agli interni purchè in possesso di titolo di laurea. Come RdB abbiamo chiesto di allargare i posti messi a concorso utilizzando anche i risparmi di spesa del 2009, così come previsto dalla legge e di agire immediatamente per essere in grado di stabilizzare parte del salario accessorio al fine di effettuare una nuova progressione economica per tutti i lavoratori, ricordando che per tale procedura abbiamo già stanziato 7 milioni e 103 mila euro per il 2009. È sotto gli occhi di tutti il malcontento dei lavoratori causato da una precedente procedura concorsuale gestita in modo pessimo che ha creato false aspettative e passaggi d’area incoerenti rispetto ai punteggi assegnati, anche a causa di graduatorie regionali poi nemmeno rispettate, a seguito di un pessimo accordo sindacale con cui si "garantiva" la permanenza nel proprio posto di lavoro a chi aveva concorso per una Regione diversa, in cui c'erano maggiori possibilità di vittoria. Si è, quindi preteso che la procedura concorsuale non fosse regionale e forse ricordando le ingiustizie del precedente concorso, tale richiesta è stata condivisa da tutti. Altro aspetto fondamentale è dato dalla celerità dello svolgimento dell’intera procedura. Occorre che sia conclusa con l’immissione in ruolo entro e non oltre il 2010.

 

L’Amministrazione ci ha comunicato che, sulla base delle informazioni in suo possesso, dei 6400 lavoratori in II area 150 passeranno in III in base all’ultimo accordo di scorrimento delle precedenti graduatorie, 1620 non potranno partecipare perché privi di un diploma di scuola media superiore e che la procedura riguarderà presumibilmente circa 4630 lavoratori dei quali circa 430 in possesso di una laurea. Il 25 maggio è fissato un secondo incontro in cui l’Amministrazione porterà la sua proposta sulla suddivisione  dei 140 posti tra personale tecnico ed amministrativo, sui titoli riconosciuti per l’attribuzione di un punteggio e sul peso delle  prove selettive. Possiamo dire che il riconoscimento del fallimento dei criteri del precedente concorso sia una buona base di partenza per evitare nuovi errori, ma se non si riuscirà a definire le situazioni pendenti e soprattutto se non si lavorerà per un cospicuo allargamento dei posti questa procedura sarà solo una manciata di briciole data ai lavoratori che da anni svolgono con impegno mansioni superiori il cui mancato riconoscimento porterà altra insoddisfazione. E ciò non avrà un buon effetto per il corretto funzionamento dell’Agenzia. Non è quindi secondario l’impegno che l’Agenzia utilizzerà per ottenere l’allargamento dei posti a concorso e la volontà di stabilizzare salario accessorio per cercare di mitigare la sconfitta di chi non riuscirà a ottenere il giusto riconoscimento della propria professionalità. Noi, come di consueto, non ci accontenteremo delle briciole e pretenderemo che l’Agenzia realizzi presto il passaggio di fascia economica per tutti. Come abbiamo già detto, la battaglia per la stabilizzazione e la progressione economica sarà accompagnata da quella di un congruo aumento dei buoni pasto, non inferiore ai 12 euro, coerentemente con quanto accade in molte amministrazioni pubbliche italiane. Tutto  questo non si potrà realizzare con semplici richieste e normali trattative, occorre che i lavoratori si mobilitino, cominciando con l'adesione alla raccolta di firme per la stabilizzazione del salario accessorio e appoggiando le iniziative che il nostro sindacato articolerà contro il d.lgs. 150/2009.

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