Territorio - Il nostro modo di fare sindacato

La partecipazione diretta dei lavoratori produce risultati concreti

Roma -

Sulla vicenda dei lavoratori ex LSU era calata una cappa di silenzio che credevamo di imputare alla spinosità dell'argomento e alla volontà di rinviarlo al dopo voto. Perciò abbiamo pressato le altre organizzazioni sindacali e l'amministrazione affinché una soluzione venisse adottata prima del voto, per evitare che... fatta la festa gabbato lo santo.

Abbiamo quindi deciso di coinvolgere i diretti interessati, e cioè gli ex LSU, in un'iniziativa sindacale tesa a sciogliere prima del voto del 5, 6 e 7 marzo la questione che li riguarda.

Il fatto che siano arrivate centinaia di richieste che hanno "intasato" la casella di posta del direttore del personale è un doppio segnale positivo.

Innanzitutto vuol dire che i lavoratori credono ancora nella partecipazione attiva e nel protagonismo, cioè accolgono positivamente l'invito a fare con il sindacato un percorso vertenziale. In secondo luogo, vuol dire che credono ancora nella possibilità di dialogare costruttivamente con la loro amministrazione, ciò che non è affatto scontato dopo le tante delusioni che giustificherebbero un certo distacco o disincanto. Fortunatamente c'è ancora chi crede che partecipare alle iniziative proposte dal sindacato possa avere un senso.

Certo, la nostra iniziativa non ha prodotto gli strabilianti, nonché invisibili, o ignoti a tutti, risultati a cui stava giungendo il segretissimo negoziato condotto,con lavoro certosino, vis a vis da qualche altro sindacato con l'Agenzia. E non concordiamo con chi dice che l’incontro era già fissato per marzo, prova ne era che la scadenza della presentazione dei curriculum è rimasta fissata al 25 gennaio sino a due giorni prima.

Le nostre iniziative si ispirano, sempre, a una diversa concezione di fare sindacato, che non può prescindere dal coinvolgimento dei lavoratori in prima persona perché noi facciamo sindacato insieme ai lavoratori, e rifugge, l'inciucio, e l'ambiguità.

Non facciamo finta di battere i pugni sul tavolo per poi trovare un'accordino!

La nostra iniziativa non ha prodotto il blocco delle progressioni, come affermato da qualcuno (esperto in calunnie oltre che in trattative private, a quanto pare...) ma una richiesta di parere al Dipartimento della funzione pubblica. Soluzione pilatesca? Forse sì, e non sarebbe né la prima né l'unica che vediamo. Ma sappiamo anche che la stessa Agenzia ha sollecitato una risposta rapida e urgente e non abbiamo ragione di pensare che ciò non accadrà. Strano che questo particolare sia sfuggito a quel sindacato, al quale suggeriamo di inviare le sue illuminanti "deduzioni" alla Funzione pubblica in tempo breve, perché non vorremmo che nel frattempo la Funzione pubblica rispondesse al quesito o, peggio ancora, che attendesse le "deduzioni" di quel sindacato prima di dare una risposta. Perché ciò in effetti rallenterebbe un iter che si preannuncia invece abbastanza rapido.

La verità è che nessuno toglierà le castagne dal fuoco a sindacati e amministrazione. Chiedere a terzi di sciogliere un nodo che il tavolo negoziale non ha voluto dipanare non è una soluzione e riteniamo che una soluzione debba essere trovata invece in ambito negoziale e alla luce del sole. Qualunque sia la risposta della Funzione pubblica, nessuno ci impedisce di dare un valore al servizio prestato dagli ex LSU e a tutti quei periodi di servizio definiti “atipici” ai fini delle progressioni economiche. Ci vengono in mente diverse soluzioni e non mancheremo di proporle se e quando verrà convocato in proposito un tavolo sindacale. Pubblico, ovviamente.

Siccome poi c’è chi, non sapendo che dire o che fare, dichiara che la nostra sia solo campagna elettorale per gli ex LSU ebbene lo ammettiamo e, a ben guardare, bisogna però dire che è cominciata all’incirca una dozzina di anni fa (link).

19 ottobre 2006

 

 

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