Territorio - Presidio alla Direzione Centrale perché il tempo stringe e i lavoratori non possono aspettare

18 ottobre 2012: lavoratori in presidio a Largo Leopardi

Roma -

Non è possibile aspettare oltre e come preannunciato, considerato che dopo i ripetuti solleciti, l’Agenzia del Territorio non ha ancora convocato un tavolo per dare risposte sia alle progressioni economiche, sia sul futuro dei lavoratori giovedì 18 ottobre 2012, a partire dalle ore 10:00, abbiamo indetto un presidio sotto le finestre della Direzione Centrale a Roma in via Largo Leopardi per ottenere quello che ci spetta.

Tutti i lavoratori sono invitati a partecipare per far sentire forte la loro voce.

L’azione massacrante del governo contro i lavoratori dipendenti sia pubblici che privati ma in modo particolare di quelli delle Agenzie fiscali e del Territorio che saranno cancellati con un colpo di spugna con l’aspettativa di chiusura di sedi, mobilità e cassa integrazione, unito al silenzio tombale dell’amministrazione aumenta la tensione tra i lavoratori e noi non ci stiamo a rimanere fermi in attesa di qualche grazia piovuta dal cielo.

Occorre diventare protagonisti della protesta a cominciare dai presidi per ottenere gli incontri che riteniamo necessari ma per poi passare alle piazze insieme agli altri lavoratori e cittadini stanchi delle manovre ingiuste di questo governo che in nome di una crisi provocata da lobby, speculatori e multinazionali trita diritti e salari dei lavoratori con una velocità e arroganza inimmaginabile, senza risparmiare neppure i disabili (vedi i tagli per la 104).

Non basta dire che il governo sbaglia, bisogna anche chiederne le dimissioni e respingere le manovre imposte dall’Europa funzionali a far crescere gli interessi delle banche, assicurazioni e potenti facendo impoverire lavoratori dipendenti, disoccupati e le loro famiglie.

Per questo il 27 ottobre 2012 anche i lavoratori dell’Agenzia del Territorio parteciperanno, con una ragione in più, alla manifestazione romana del NO Monti day con la speranza di fermare questo vortice attraverso la presa di coscienza di tanti cittadini così come sta avvenendo in altre capitali europee.

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