Toscana - Entrate, trattive fondi front Office: la posizione USB

Firenze -

Per la prima volta, quest’anno i colleghi del front office si vedranno retribuita una parte dell’indennità a loro spettante. Tutto prende spunto da un accordo nazionale, che USB non ha sottoscritto, per vari motivi che non stiamo ad esplicare in questo comunicato.

 

Prima di tutto vorremmo fare una considerazione, che ci pare importante e fondamentale: i fondi negli anni sono diminuiti in modo pesante, e queste contrattazioni non fanno altro che acuire le “spaccature” fra i colleghi, mettendo in atto una politica del dividi et impera che è la più favorevole all’amministrazione. I fondi però sono arrivati agli uffici, e la contrattazione di posto di lavoro è necessaria, perché si possano comunque stipulare accordi il più equi possibili.

 

La situazione è però un po’ ingarbugliata, e vogliamo quindi spiegare quali sono le criticità e la nostra posizione in merito.

 

Intanto ai colleghi verrà assegnata una quota pari al 60% dell’importo stanziato per l’anno 2010, calcolato sui prodotti “significativi” effettuati nell’anno 2011, a cui sono stati applicati dei moltiplicatori, diversi per le varie tipologie, al fine di parametrare sul punto di vista temporale le varie casistiche, applicando quindi una specie di media ponderata.

 

Negli anni passati l’importo, derivante dalle lavorazioni effettuate era attribuito per singolo ufficio territoriale. Quest’anno alle DP è stato attribuito il totale, da spartire sui vari uffici. Per coerenza ci pare quindi necessario ripartire agli UT la quota determinata in base alle proprie lavorazioni, facilmente calcolabile in base alle tabelle dei prodotti, ed a cui vanno applicati i coefficienti previsti dall’accordo del gennaio 2012, come solo USB ha fatto notare ai tavoli di trattativa. La ripartizione per prodotti dei singoli UT consente di intercettare le varie tipologie di organizzazione che caratterizzano uffici che si trovano in situazioni talora molto diverse, pur operando nella stessa direzione provinciale. Infatti, mentre in un piccolo ufficio può essere coerente e razionale un tipo di organizzazione, in un ufficio di più grandi dimensioni la stessa organizzazione sarebbe inidonea. E magari le posizioni da remunerare sono totalmente diverse. Inoltre la pressione, talora al limite della tollerabilità, subita da alcuni colleghi, non può essere paragonata a quella degli uffici dove la ripartizione dello stress è più variegata.

 

Un altro problema è dato dal fatto che non è possibile individuare adesso quante ore saranno effettuate fino alla fine dell’anno. La nostra proposta è quindi di accantonare una quota, con la quale a fine anno sia possibile ripianare eventuali difformità sulla quota oraria, uguale per ogni collega del singolo UT.

 

Altra tematica importante è il cumulo delle indennità: in alcuni uffici sono stati conteggiati per l’indennità di F O anche le ore di colleghi già remunerati con posizioni organizzative, e che svolgono in via saltuaria compiti a contatto con il pubblico. Non ci pare affatto equa questa considerazione, in quanto i colleghi sono già titolari di indennità, corrisposte fra l’altro a carico del fondo di produttività ed erogate in via continuativa, anche quando gli stessi non sono presenti a lavoro (ferie, malattia, maternità e altro). Siamo quindi assolutamente contrari a cumuli di indennità nello stesso periodo temporale.