Verso lo SCIOPERO GENERALE del 10 NOVEMBRE

Roma -

Il coordinamento Agenzie Fiscali riunitosi in data 28 ottobre 2017 ha affrontato, con una partecipata ed interessante discussione, i temi all’ordine del giorno.

Dalle analisi delle politiche generali messe in campo dalla Ue, alle vicende che riguardano il nostro paese fino ad arrivare al lavoro pubblico e al nostro comparto, si configura un attacco senza precedenti al mondo del lavoro.

Se nel privato dilaga il lavoro precario ed iper sfruttato o addirittura forme di lavoro gratuito, nel settore pubblico si colpiscono i servizi pubblici col chiaro intento di privatizzare quei diritti sociali quali istruzione, sanità, scuola ecc. costituzionalmente garantiti.

Il vergognoso accordo del 30 novembre con la previsione di 85 euro di aumento medio a regime dopo 8 anni di blocco contrattuale e la perdita pro capite di circa 7.000 euro, rischia di ipotecare tutta la trattativa sui rinnovi contrattuali unitamente al rischio di un peggioramento generale delle condizioni normative di tutti i lavoratori.

La richiesta di 300 euro di aumento, la riduzione dell’ orario di lavoro a parità di salario, la stabilizzazione del salario accessorio e un ordinamento professionale non obsoleto che fotografi veramente la realtà lavorativa anche attraverso l’area unica, costituiscono i pilastri sui cui poggia la piattaforma contrattuale Usb sui rinnovi contrattuali: non è il libro dei sogni ma ciò che è necessario per costruire un contratto che segni davvero un avanzamento delle condizioni salariali e normative dei lavoratori.

Anche ciò che accade nel nostro comparto è interno a questa logica: il progressivo disinvestimento nella lotta all’evasione fiscale, che addirittura si tradurrà in una riorganizzazione dell’Agenzia delle Entrate, che sopprime la Direzione centrale accertamento sostituendola con un nome più friendly, si accompagna a politiche sul personale che mortificano le professionalità accrescendo il divario retributivo tra i dirigenti ed il resto del personale. Nel mentre si introducono sistemi di valutazione, aumentano i carichi di lavoro e la logica asfissiante degli obbiettivi viene scaricata sui lavoratori.

Lotta all’evasione fiscale, investimenti sul personale tramite un massiccio piano di assunzioni e percorsi di valorizzazione per i lavoratori già in servizio, è ciò che occorre per rilanciare il nostro comparto.

A tal proposito la vicenda progressioni economiche alle Entrate è paradigmatica. Nonostante sussistano le risorse per avviare un nuovo ciclo di sviluppi economici, da mesi le altre organizzazioni sindacali hanno bloccato la trattativa precludendo le legittime aspettative dei lavoratori.

Per questo la riforma delle Agenzie Fiscali deve costituire l’occasione non per lasciare mano libera all’amministrazione in nome di una presunta autonomia a senso unico, ma per riaffermare la centralità e la specificità di un comparto che passa attraverso il recupero, all’ interno della contrattazione, di materie che non possono essere avocate alla potestà regolamentare delle Agenzie.

Questi temi costituiranno anche il fulcro della prossima tornata di elezioni Rsu rispetto alla quale, sin d’ora, il coordinamento si impegna a profondere il massimo sforzo.

È necessario, insomma, avviare nel paese un’operazione verità che rompa quella bolla di menzogne che oramai avvolge qualsiasi aspetto della nostra vita e mettere in campo una forte risposta collettiva da parte del mondo del lavoro e più in generale di quei settori sui quali si stanno pesantemente scaricando gli effetti della crisi.

Lo sciopero generale del 10 novembre e la manifestazione dell11 novembre indetta dalla Piattaforma sociale Eurostop contro gli opprimenti diktat dell’Unione Europea, rispondono a questa necessità.

Mozione approvata dal coordinamento nazionale agenzie fiscali.

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